Il bagarinaggio online potrebbe avere le settimane contate. Nei giorni in cui il mondo della musica è ancora stordito per il caso Live Nation, scende in campo il governo con un emendamento alla legge di Bilancio. Lo stop al fenomeno del secondary ticketing passa per una norma proposta su iniziativa del ministero della Cultura che prevede sanzioni fino a 180mila euro per chi acquista e rivende online a prezzi maggiorati grandi quantità di biglietti di eventi di spettacolo. Si muove dunque la politica, come si è già mossa la magistratura, con l’inchiesta aperta dalla procura di Milano dopo che i biglietti per il concerto a San Siro di Bruce Springsteen erano andati quasi subito esauriti sul canale ufficiale di TicketOne, per ricomparire sui siti di secondary ticketing. Cosa capitata anche nelle scorse settimane per i Coldplay, scatenando un crescendo di polemiche che è culminato dopo quanto smascherato dalle Iene. Ovvero che, almeno nel caso di un live, migliaia di biglietti sono stati messi sul mercato secondario dallo stesso organizzatore dell’evento, Live Nation, che si è pure tenuto per sé il 90% del sovrapprezzo a cui sono stati venduti quei biglietti

Il governo contro il bagarinaggio online – Clamore e scandalo. La presa di distanze di diversi artisti, tra cui Vasco Rossi e Tiziano Ferro. E ora l’intervento della politica. L’emendamento presentato dal governo in commissione Bilancio introduce il divieto di esercitare la pratica del bagarinaggio online, prevedendo multe da 30mila a 180mila euro per ciascuna violazione accertata. La relazione illustrativa dell’emendamento dà anche una definizione di secondary ticketing: “Il collocamento di biglietti per manifestazioni di spettacoli acquistati online in maniera massiva da apposite piattaforme e successivamente rivenduti a prezzi maggiorati molto superiori rispetto al prezzo esposto sul biglietto”. I danni causati dal fenomeno – si legge ancora nella relazione – sono a carico dell’erario “per la mancata corresponsione di maggiori imposte”, dei consumatori che vengono “penalizzati dal ricarico spesso fortissimo sul prezzo con grave distorsione della fruizione”, e anche di autori, artisti ed editori “per la mancata corresponsione dei relativi diritti”. La nuova norma, se passerà al vaglio del Parlamento, stabilirà il divieto di esercitare l’attività di rivendita da parte di soggetti che non siano gli stessi organizzatori degli spettacoli o i titolari di biglietterie online autorizzate. Oltre alle sanzioni economiche, l’emendamento prevede per i trasgressori anche la rimozione dei contenuti sul sito o, nei casi più gravi, l’oscuramento del sito stesso.

Si tratta dunque di un primo passo che va nella direzione di quanto chiesto giovedì in conferenza stampa da Ferdinando Salzano, amministratore delegato di Friends&Partners, uno dei concorrenti di Live Nation nell’organizzazione eventi, e da Claudio Maioli, manager di Luciano Ligabue. La presentazione dell’emendamento è stata l’occasione per un intervento sulla questione da parte del ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, secondo il quale siamo di fronte a “un fenomeno intollerabile e i fatti di questi giorni dimostrano che non è sufficiente l’autoregolazione, ma serve un intervento legislativo”.

Il ricorso della Siae e l’inchiesta della procura di Milano – L’iniziativa del governo ha subito ricevuto il plauso della Siae. L’associazione che difende i diritti d’autore aveva intrapreso già un mese fa le vie legali, presentando un ricorso d’urgenza al tribunale civile di Roma nel tentativo di porre un limite al bagarinaggio online. L’udienza in cui verrà discussa la causa è stata fissata per il prossimo 24 novembre. Non è questa l’unica azione che rischia di portare il tema del secondary ticketing nelle aule di un tribunale. Il pm di Milano Adriano Scudieri ha infatti aperto un fascicolo dopo le accuse lanciate lo scorso febbraio dal promoter di Barley arts, Claudio Trotta, che si era ritrovato con i biglietti del concerto di Springsteen da lui organizzato finiti in massa sui siti di bagarinaggio. Denuncia a cui si è aggiunta nei giorni scorsi quella del Codacons, dopo il caso Coldplay. Per ora le ipotesi di reato sono quelle di sostituzione di persona e di truffa informatica. Tra le verifiche in corso, gli investigatori della Guardia di finanza stanno cercando di accertare se siano stati utilizzati software per aggirare i limiti nel numero di biglietti acquistabili per persona su TicketOne. Nei prossimi giorni dovrebbe essere sentito, al momento come testimone, dell’ad di Live Nation Roberto de Luca.

L’indagine dell’Antitrust – Sul fronte secondary ticketing si è mossa anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che il mese scorso ha avviato un’indagine nei confronti di Ticket One e dei quattro principali operatori del mercato secondario in Italia, al fine di verificare eventuali violazioni del Codice del Consumo. Al centro dei controlli, scattati dopo le segnalazioni di doversi consumatori e delle associazioni Unione Nazionale Consumatori e Altroconsumo, non ci sono solo i concerti del Boss e dei Coldplay, ma anche degli One Direction, dei Foo Fighters, dei Red Hot Chili Peppers, di Renato Zero, Adele e David Gilmour.

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