Ritorna davanti a un giudice Fabrizio Corona, arrestato il 10 ottobre scorso. E lo fa per chiedere che non venga revocato l’affidamento ai servizi sociali. “Mi sento accerchiato, ho commesso un errore ma non un reato, se mi date il tempo per pagare le tasse su quei contanti potrò proseguire nell’affidamento, perché sono una persona onesta che ha guadagnato un mucchio di soldi ammazzandosi di lavoro”. L’ex agente fotografico è tornato in carcere quasi un mese fa con l’accusa di intestazione fittizia di beni e ieri gli è stato notificato anche il sequestro della casa. “Sono andato a denunciare la bomba carta esplosa sotto casa mia la scorsa estate e da lì è partito tutto, mi hanno trattato come un criminale, ma io su quei contanti (1,7 milioni di euro sono stati trovati in un controsoffitto, ndr) sono ancora in tempo per pagare le tasse”, ha detto ai giudici, come riferito dai legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra.

I giudici hanno cinque giorni di tempo per decidere. Lo scorso 10 ottobre il magistrato di Sorveglianza Giovanna Di Rosa ha deciso di sospendere l’affidamento in prova che era stato concesso nell’estate 2015 per scontare il cumulo pene delle sue condanne definitive (ora il residuo è di 5 anni e un mese). Da qui l’udienza di davanti ad un collegio che dovrà stabilire se revocare o meno l’affidamento e in caso di revoca, chiesta anche dal sostituto pg Gianni Griguolo, Corona dovrà continuare a scontare il residuo pena in carcere.

“Quei contanti trovati non sono illeciti, li ho guadagnati lavorando, avevo intenzione di pagare le tasse e di sistemare tutte le mie situazioni, non posso pagare per tutta la vita per quel che ho fatto in quel maledetto 2007”, ha detto l’ex agente fotografico in un’udienza, a porte chiuse, durata due ore e mezza. Per Corona e per la sua difesa su quei soldi ‘cash’ non è stato commesso alcun reato (“non è reato accumulare contanti in questo Paese“, ha detto l’avvocato Chiesa) e l’ex ‘fotografo dei vip’ ha spiegato che aveva intenzione di dichiarare quei contanti e mettersi a posto con il Fisco dopo il 21 settembre scorso. Ossia dopo l’udienza davanti al gip che decise di concedergli la continuazione tra i reati delle condanne definitive, “altrimenti – ha chiarito Corona – se avessi detto di quei contanti, probabilmente non l’avrei ottenuta”. Per l’avvocato Chiesa, infine, “la faccenda che questo denaro sarebbe di provenienza illecita deve finire, perché la Procura ha già chiuso le indagini senza scrivere nulla a riguardo”. E sull’abitazione sequestrata, il difensore ha fatto notare che “Fabrizio è stato già condannato per il crac della Coronàs, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo ricominciare da capo con lui? Così quel maledetto 2007 gli costa in pratica tutta la vita”.