“Non posso perdonare a Renzi e compagnia di aver messo la fiducia sulla legge elettorale”. L’ex segretario Pd Pierluigi Bersani dopo l’annuncio delle scorse ore che farà campagna per il No al referendum, in un’intervista a Repubblica Tv ha ribadito la sua posizione di rottura con la linea del partito. “Se perde il Sì, si deve fare un’altra legge elettorale, per me Renzi rimane lì e si ha l’occasione per ragionare”.

La scelta dell’ex segretario di andare in piazza con lo schieramento opposto a quello della maggioranza dem ha creato numerosi attriti con i critici. Tra i primi l’ex presidente Pd Gianni Cuperlo che in questi giorni sta partecipando alla commissione per le modifiche all’Italicum e che ha visto la decisione di Bersani come uno strappo che non faciliterà le trattative. “A Cuperlo stamattina ho detto che io sono intimamente convinto che è molto difficile dire, come fa Renzi, che l’Italicum è buono, ottimo, e poi prendere l’iniziativa di cambiarlo. Perché uno deve anche riconoscere che c’è un limite nelle cose”. Ha fatto bene Cuperlo ad andare in piazza del Popolo alla manifestazione Pd? “Cuperlo è un generoso. Ci prova, ci sta provando. Il selfie con la Boschi, al limite, si poteva evitare”.

Bersani ha anche ribadito che non ha intenzione di lasciare il partito. “Se lascio il Pd se vince il Sì? Ma no, a me dal Pd non mi porta via nessuno. Forse che tutti i democristiani o i comunisti votarono a favore delle Repubblica? Ma il giorno dopo erano democristiani e comunisti. I referendum sono fatti così”. Il segretario dem ha detto di restare fedele alla “ditta” in nome del progetto originario da cui deriva il Partito democratico: “La ditta per me è l’Ulivo”, ha detto Bersani. “Se faccio quel che faccio è perché penso che stiamo tirando la volata a una nuova destra nascente. Con l’Italicum stiamo preparando la cuccia a una cosa che arriva e che non saremo noi”. Per questo l’ex segretario Pd ha detto di vivere con serenità la decisione di schierarsi per il No: “Non è un mistero che c’è una parte del centrosinistra e del Pd e di ex del Pd che votano no. Non è Bersani. Bersani sta cercando disperatamente di tenere nell’ambito del Pd una parte di popolo, e non della peggiore, che si è staccata dal Pd senza che mai il capo dica che c’è un problema che bisogna affrontare”.