La differenza sta tutta nello zainetto. Perché da una parte ci sono le troupe tradizionali che possono registrare ma non inviare immediatamente le immagini, dall’altra il giornalista che lo zaino se lo mette in spalla, arriva sul posto e racconta la situazione in diretta. Sky l’apparecchiatura ce l’ha, così ieri è stata la prima emittente a trasmettere in tv il terrore delle due scosse di terremoto che hanno sconvolto il Centro Italia. Anche la Rai ha uno zainetto dello stesso tipo, ma ha preferito mandare il cronista con l’operatore ed è arrivata in ritardo. Con relativo strascico di polemiche su viale Mazzini.

 

A sollevare il polverone è stato Michele Anzaldi, deputato del Pd implacabile fustigatore delle manchevolezze del servizio pubblico radiotelevisivo che, nel pieno dell’emergenza tornata a mettere in ginocchio i paesini sparsi tra le Marche e l’Umbria, affidava a Twitter le proprie rimostranze: “Terremoto: che succede in RAI. ?? Su sky da oltre 40 minuti immagini in diretta da località colpite ed in RAI solo cartine fisse dei luoghi!“. La prima a dissolvere i dubbi dell’esponente dem era Angela Caponnetto: “Stiamo lavorando da ore senza tregua e senza soddisfazioni: sistema elefantiaco!”, rispondeva cinguettando a giornalista. Cioè? La spiegazione arrivava tre minuti più tardi: “Sky ha un cameraman con uno zainetto senza giornalista. Noi un esercito senza telecamere“.

 

Antonio Di Bella, direttore di RaiNews24, sarebbe andato su tutte le furie. Questo perché, ha raccontato un consigliere Rai a La Repubblica , dopo le scosse un giornalista della sede di Ancona era stato il primo ad arrivare sul luogo, ma avendo con sé una troupe tradizionale non è riuscito a inviare le immagini in studio e si è dovuto limitare a un collegamento telefonico. “Anche noi abbiamo lo zainetto, certo – ha detto ancora il consigliere – ma fisicamente è a Roma oppure a Rimini. Deve partire da lì mentre invece dovrebbe essere in dotazione a tutte le redazioni regionali”.