Gli inquirenti di Milano lo avevano fatto sapere a giugno che avrebbero chiesto l’archiviazione della posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala nell’inchiesta sull’autocertificazione imposta per legge a chi lavora nella pubblica amministrazione. E oggi come riporta il Corriere della Sera l’indagine, nata da un esposto dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato dopo un articolo del Fatto Quotidiano, viaggia verso il nulla di fatto e potrebbe comportare per il primo cittadino solo una sanzione amministrativa.

L’ex numero uno di Expo, come aveva scritto il Fatto, era indagato per aver omesso di dichiarare (tra le altre cose ci sono anche due motocicli) una casa in Svizzera, un’immobiliare in Romania, le quote di una società (Kenergy) e la villa costruita su un terreno (dichiarato) a Zoagli, in provincia di Genova. Il 19 febbraio del 2015, da amministratore delegato di Expo, firma (“Sul mio onore dichiaro…”) un’autocertificazione in cui “dimentica” appunto di segnalare, tra le sue proprietà e attività economiche. Se aver “dimenticato” di elencare tra i suoi beni la casa in Svizzera e le quote nelle due società può essere considerata una omissione il discorso appare diverso per la villa di Zoagli (Genova).

Cosa ha convinto i pm a stabilire che quella non era una falsità ma un’omissione? Un gioco di parole o quasi. Visto che il ragionamento è passato – come riporta il quotidiano di via Solferino – attraverso la distinzione tra l’aver dichiarato il terreno ma non la villa costruita sul terreno. La domanda che si sono fatti in Procura è se l’aver dichiarato il terreno ma non la villa che era stata costruita sopra voleva dire aver omesso il vero o invece aver dichiarato il falso. La risposta che si sono dati: “Mera incompletezza di informazioni”.

Sarà comunque il gip Laura Marchiondelli a decidere. Il giudice potrebbe accogliere la richiesta oppure respingerla e ordinare nuove indagini; a fronte di una nuova richiesta di archiviazione il magistrato potrebbe anche ordinare l’imputazione coatta. In caso contrario sarà l’autorità amministrativa, ovvero la Prefettura, a sanzionare il sindaco con la memoria corta.