Ci potrebbe essere un’altra donna morta nel passato di Claudio Villani, il 56enne accusato di aver ucciso nella notte tra il 4 e il 5 agosto una escort in un hotel nel Bolognese. Si tratta di Anna Visentini, una 72enne che nel 2012 fu trovata affogata nel Po di Volano, a Ferrara, dopo tre giorni dalla scomparsa. Il decesso fu archiviato come suicidio. L’autopsia decretò che la morte era avvenuta per annegamento, non rivelando alcun segno di violenza. Tuttavia la donna fu ritrovata completamente nuda, un fatto che suscitò la perplessità degli investigatori. Che adesso vogliono vederci chiaro e nei prossimi giorni potrebbero aprire nuove indagini.

Perché ai tempi dell’accaduto Villani era legato alla Visentini. Gli inquirenti hanno ricostruito che i due erano vicini di casa e l’uomo, ora in carcere, era stato l’ultimo ad averla vista viva. Il marito della Visentini, infatti, dichiarò che il giorno della scomparsa la moglie aveva un appuntamento con Villani, dichiarazioni che furono sempre smentite da Villani. Tra l’altro la coppia nel ’76 si era sempre battuta in favore del vicino di casa. Villani, all’epoca 17enne, venne ritenuto colpevole dell’omicidio di una ragazza di 28 anni.

Gli inquirenti reputarono che Villani non avesse a che fare con l’omicidio di Anna Visentini, in quanto affetto da una forma di osteoporosi. Ora ci sono stati i primi contatti tra gli inquirenti, i carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo di Bologna e i colleghi di Comacchio, i quali potrebbero decidere di riaprire un’indagine sui fatti avvenuti nel 2012.

Intanto il sostituto procuratore di Bologna Antonello Gustapane, titolare dell’inchiesta sull’omicidio della escort, ha affidato a un consulente tecnico, il professor Ivan Galliani, l’incarico di valutare la tendenza a delinquere e la capacità di intendere e di volere di Villani.

Il gip di Forlì, Luisa Del Bianco ha intanto convalidato il fermo, disponendo la custodia in carcere per il presunto assassino bloccato sabato mattina dai carabinieri a Forlimpopoli. Il giudice ha poi rimesso gli atti alla magistratura di Bologna, dove l’inchiesta è condotta dal pm Antonello Gustapane e dai Carabinieri.

Ieri, nell’udienza di convalida, il presunto killer si era avvalso della facoltà di non rispondere. Con i carabinieri che lo avevano bloccato, però, aveva ammesso di essere stato lui ad uccidere la escort 47enne nell’albergo di San Pietro in Casale, confidando di avere una patologia che gli rende problematico il rapporto con le donne. Ai militari avrebbe spiegato il movente, tuttavia queste dichiarazioni non sono processualmente utilizzabili perché pronunciate in assenza dell’avvocato del 56enne. Villani è accusato di omicidio pluriaggravato e di evasione: il giorno dell’omicidio era ai domiciliari per una rapina sempre ai danni di una prostituta.