I nazisti Usa tifano Donald Trump. E Hillary Clinton, con un nuovo spot, gioca la carta dell’asse Trump-Putin per dissuadere i sostenitori del tycoon. Si chiude così quella che per il candidato repubblicano alla Casa Bianca è stata una “settimana orribile“, come qualche osservatore l’ha definita. Salvo rare eccezioni, infatti, i sondaggi lo danno in caduta libera sia a livello nazionale che negli Stati-chiave, quelli determinanti per la vittoria finale. L’ultima rilevazione è quella di Abc e Washington Post, secondo cui la candidata democratica è avanti di 8 punti. Un vantaggio che sale a 12 punti in Virginia.

Certo non aiutano Trump le parole del leader dell’American Nazi Party, Rocky Suhayda, che fanno il paio con quelle delle settimane passate di alcuni esponenti del Ku Klux Klan. “Trump rappresenta una reale opportunità per i bianchi nazionalisti. Un’opportunità che non capiterà mai più”, ha detto Suhayda nel corso di una trasmissione radiofonica, secondo quanto riporta il Washington Post. “La campagna di Trump – ha incalzato il leader nazista, 64 anni, del Michigan – ha mostrato che i nostri punti di vista non sono così impopolari”.

Trump per ora tace. Nessuno della sua campagna è intervenuto per commentare. Si preferisce continuare ad attaccare Hillary, mettendo in dubbio adesso le sue capacità mentali per poter ricoprire la carica di presidente degli Stati Uniti. “Qualunque persona la cui testa va in corto circuito non può farlo”, è l’affondo del tycoon, che gioca su quello ‘short circuits’ con cui l’ex segretario di stato era tornata poche ore prima a spiegare la vicenda dello scandalo delle email.

Intanto la campagna della ex first lady sceglie di cavalcare le speculazioni sulle possibili connivenze tra il tycoon e il leader del Cremlino. Voci alimentate dalle parole dell’ex capo della Cia, Michael Morell, che ha definito Trump “un agente inconsapevole di Putin”. In uno spot si mettono a confronto le affermazioni dei due chiedendo agli elettori: “Qual è il collegamento?”. “Il fascino di Trump per Putin – spiega lo staff dell’ex segretario di stato – è confermato da un’agenda politica che in molti punti coincide con le priorità politiche di Putin”.

Intanto crescono all’interno del partito repubblicano – come raccontano i principali media Usa – le voci di coloro che oramai danno per persa la battaglia per la Casa Bianca. E crescono anche gli appelli agli elettori conservatori frustrati da Trump perché votino in massa i candidati del partito al Congresso. Quei candidati che rappresentano il futuro baluardo contro le politiche di una Clinton presidente.