Una telefonata con Salvatore Buzzi e una consulenza sull’impianto di Rocca Cencia. Nulla di penalmente rilevante, ma sufficiente a scatenare una nuova polemica sull’assessora all’Ambiente del Comune di Roma Paola Muraro, da giorni duramente criticata dalle opposizioni per i suoi presunti conflitti di interessi con Ama, l’azienda dei rifiuti capitolina. Il Partito Democratico la attacca e lei risponde: “Io non sono mai entrata nella vicenda di Mafia Capitale, invece alcuni del Pd con questa persona ci mangiavano“.

La telefonata con il ras delle cooperative rosse emerge dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale. Alcuni quotidiani pubblicano le telefonate tra l’assessora e l’imprenditore delle cooperative ritenuto dalla Procura di Roma il braccio economico del cosiddetto Mondo di mezzo e imputato nel processo in corso a Rebibbia. Secondo le intercettazioni, che compaiono nei brogliacci ma finora non erano state trascritte, Muraro avrebbe parlato con Buzzi delle sorti di un appalto vinto dall’imprenditore. “Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa – si legge – la quale gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo, alle 12, sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta “B” sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito”. Un’informazione richiesta dal ras delle coop rosse per poter prendere parte a una gara da 21,5 milioni per la raccolta dei rifiuti indetta da Ama e alla quale partecipò il consorzio Cns di cui lo stesso capo della cooperativa 29 giugno era consigliere.

Ma non è l’unico guaio di giornata per la Muraro. Secondo Il Messaggero, l’ultima consulenza dell’assessora con l’Ama è scaduta poco più di un mese fa. “Le confermo la proroga dell’incarico a far data dal primo gennaio 2016 al 30 giugno 2016“, si legge in una lettera firmata dal direttore delle risorse umane Saverio Lopes. Il 7 luglio la Muraro verrà nominata assessore e quindi controllore di un’azienda di cui fino a una settimana prima era stata consulente. Ma le accuse non finiscono qui. Qual è l’oggetto di quella consulenza, del valore di 57.600 euro? La Muraro è chiamata a vigilare sul funzionamento dell’impianto di trattamento rifiuti di Rocca Cencia. Lo stesso dove il 25 luglio, nelle vesti di assessore, era andata a svolgere un blitz in diretta Facebook denunciando il cattivo funzionamento della struttura. La stessa che lei medesima era stata chiamata a far funzionare.

Una ghiottissima occasione per il Partito Democratico: “A Buzzi servono notizie su appalto da 21 mln di Ama? – domanda in via retorica il senatore Stefano Esposito – chiama la Muraro e lei risponde. Avete capito bene. #murazzopoli”. “Riteniamo che l’assessore abbia molte cose da chiarire in merito al suo ruolo in Ama – attacca il deputato Andrea Romano – e ai tentativi di disimpegno attuati in questi giorni nei confronti di responsabilità e ruoli all’interno di Ama stessa”.

“Ciò che emerge, se fossero confermate le notizie riportate dalla stampa – scrive in una nota l’esponente del Partito democratico di Roma, Giovanni Zannola – è la conferma di una certa disinvoltura e agilità dell’allora consulente Muraro nel muoversi dentro quel sistema romano dei rifiuti che solo oggi contesta, al punto di essere considerata interlocutore affidabile per imprese private e per faccendieri del settore”.

Il Movimento 5 Stelle risponde con un tweet: “Mafia Capitale decine di PD indagati e arrestati. Nessun cenno alla Muraro. Crediamo alla magistratura, non ai giornali di partito”, scrive il M5S Roma. La Muraro, da parte sua, risponde facendo riferimento alla famosa cena in cui Buzzi era seduto allo stesso tavolo del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: “Che rapporti avevo con Buzzi? Io nei magistrati che hanno già valutato la telefonata come non penalmente rilevante – ha detto l’assessore uscendo dall’Ama – i giornali stanno basando alcuni articoli sul nulla, per me possono anche pubblicare tutta la telefonata. Io sono serenissima, non sono mai entrata nella vicenda di Mafia Capitale, però altri sì, soprattutto alcuni del Pd, che lasciavano mano libera a questa persona, ci mangiavano anche insieme…”. “Se in questi giorni ho pensato a dimettermi o se ci sto pensando ora? – ha concluso – mai, assolutamente mai“.