Si chiama IunArmia ed è l’organizzazione militare-patriottica russa per bambini e adolescenti che, una volta prestato il giuramento, indosseranno un’uniforme, verranno addestrati all’uso delle armi e impareranno le tattiche di battaglia. E forse, un giorno, entreranno nell’esercito per “servire la patria”. E’ stata fortemente voluta dal ministro della Difesa Serghiei Shoigu, che lo scorso anno aveva promesso che avrebbe formato una gioventù “forte, saggia e degna”. Il movimento ricorda in qualche modo le formazioni giovanili del Partito comunista dell’Unione sovietica: il Komsomol (Unione Comunista Russa della Gioventù) e “i pionieri dell’Urss“, il movimento nato nel ’22 che raggruppava i ragazzi tra i 10 e i 14 anni e scomparso nel 1991 con il crollo dell’Unione Sovietica. La IunArmia – acronimo formato dalle parole Iunost, gioventù, e Armia, esercito – è stata registrata il 29 luglio e in molti già la considerano un pericoloso passo in avanti verso la militarizzazione della società russa e una nuova forma di propaganda patriottica del Cremlino che punta ad accrescere nei più piccoli il culto della personalità dello “zar” Vladimir Putin, che soprattutto tra i giovani under 25 è già venerato come una rockstar, come racconta il bel reportage della fotografa ungherese Bela Doka, Fan Club Putin (leggi).

E’ vero che esistono differenze con le organizzazioni giovanili sovietiche. Ai tempi dell’Urss – come ricorda l’Ansa – far parte delle formazioni del partito comunista era obbligatorio. Così come lo era appartenere alla Hitler-Jugend nella Germania nazista, e ai balilla e agli avanguardisti nell’Italia fascista. Nella IunArmia invece ci saranno dei “piccoli volontari“, anche se, trattandosi di ragazzini, è probabile che la volontà sia prima di tutto dei genitori e degli insegnanti. Per il momento sono iscritti già 12.000 minorenni. Ma le autorità puntano ad arrivare a quota 20.000 entro fine anno. “La IunArmia ha già raggiunto dimensioni imponenti, ha divisioni in 76 regioni della Russia e il loro numero cresce di giorno in giorno”, ha dichiarato oggi soddisfatto il ministro Shoigu. Ufficialmente lo scopo è quello di “suscitare l’interesse dei più giovani verso la geografia e la storia della Russia e verso i suoi popoli, eroi, straordinari scienziati e condottieri”. Ma il suo carattere militare è innegabile.

Al vertice della formazione c’è un capo di Stato maggiore: il 32enne campione olimpico di bob Dmitri Trunenkov, che ha fatto sapere che i ragazzini saranno suddivisi “in vari distaccamenti, cioè giovani carristi, giovani paracadutisti, giovani aviatori”. L’organizzazione collaborerà anche con la Società geografica russa “e questo presuppone spedizioni storico-militari e di ricerca”, ha spiegato Trunenkov. I bambini e i ragazzi, dopo aver prestato un giuramento, affronteranno un duro allenamento fisico e militare sotto la supervisione di alcuni istruttori dell’esercito. Impareranno le tecniche di battaglia, smonteranno e rimonteranno le armi e si lanceranno col paracadute. Vestiranno anche una divisa rossa con pantaloni beige e basco rosso (il completo è già in vendita a 260 euro).

Mentre la tv di Stato russa celebra la creazione della IunArmia – come sempre accade con tutto ciò che riguarda le iniziative delle autorità di Mosca – c’è anche chi ha accolto con sdegno la sua nascita. Tra questi Valentina Melnikova, a capo del Comitato Madri dei soldati, un’organizzazione che difende i diritti dei militari di leva e che in passato ha denunciato la presenza (sempre negata dal Cremlino) di soldati russi nel sud-est ucraino. “Pensiamo che ogni tentativo di militarizzare i minorenni sia un delitto e una violazione della legge sui diritti dei minori”, ha denunciato Melnikova, definendo l’iniziativa del ministro Shoigu “un tentativo insensato di tornare all’ideologia sovietica”. Ma c’è anche chi va oltre paragonando la nuova creatura alla Gioventù hitleriana. A queste accuse – scrivono i siti Jurnal.md e International – ha risposto il generale Aleksandr Kolmakov, sostenendo che il movimento “mira a crescere una generazione che tratti la storia della Russia con rispetto, con l’obiettivo di costruire un futuro luminoso per la patria”.

Non è una novità che in Russia vengano promosse questo genere di associazioni. Già nel 2014, un reportage dell’edizione online del Daily Mail – ripreso dall’AdnKronos – racconta come si svolge la vita nel club sportivo militare Berkut (aquila reale), dove entrano i giovani russi che ambiscono a un posto nei corpi d’elite dell’esercito.