“Non è giusto né vero parlare di Islam violento e di terrorismo islamico, allora dovrei parlare anche di cattolici violenti”. Papa Francesco sull’aereo che lo ha riportato a Roma dopo le celebrazioni a Cracovia della Giornata mondiale della gioventù ha affrontato il tema dell’Isis e degli attentati che hanno colpito l’Europa negli ultimi mesi. “Ho parlato a lungo con l’imam di Al Azhar”, ha detto, “conosco quello che pensano, vogliono la pace. In ogni religione ci sono ‘gruppetti fondamentalisti. Lo Stato che si definisce islamico ci presenta la sua carta di identità violenta, ma non è l’Islam”. E ha poi concluso: “Questo è Isis fondamentalista, ma non si può dire che l’Islam sia terrorismo”.

Bergoglio ha messo in guardia dalle generalizzazioni sull’argomento. “A me non piace”, ha detto, “parlare di violenza islamica, perché tutti i giorni quando sfoglio i giornali vedo violenze, quello che uccide la fidanzata, un altro la suocera, questi cattolici battezzati sono violenti cattolici e se parlo di violenza islamica devo parlare di violenza cattolica”. Secondo il Pontefice è importante tenere presente che nell’Islam “non tutti sono violenti, come non tutti i cattolici sono violenti”: “E’ come una macedonia, comprende tutto. Io credo che in ogni religione c’è sempre un piccolo gruppetto fondamentalista. Quando arrivi ad uccidere si può uccidere con la lingua e con il coltello. Credo che non è giusto e non è vero identificare questo con l’islam”.

Il Pontefice ha detto di aver avuto un “lungo dialogo con l’imam di Al Azhar: “So come la pensano”, ha detto, “cercano la pace. Il nunzio di un paese africano mi ha raccontato che per il giubileo c’è sempre la fila, tanti si fermano al confessionale e sono cattolici, ma la maggioranza prosegue e arriva all’altare della Madonna, sono islamici e vogliono fare il giubileo. Sono stato in Centrafrica e l’imam è salito sulla papamobile, questo non è fondamentalismo. Mi domando, è una domanda, quanti giovani che noi europei abbiamo lasciato nel vuoto di ideali?”.