Hillary Clinton ha ufficialmente presentato quello che, in caso di vittoria alle presidenziali di novembre, sarà il suo vice: si tratta di Tim Kaine, avvocato 58enne.
“Bienvenidos a todos a nuestro país, porque todos somos americanos” così si è presentato il numero 2 di Hillary di fronte al pubblico dell’Università Internazionale della Florida, a Miami. La presentazione avviene una settimana prima del riconoscimento ufficiale alla candidatura, che si terrà durante la Convention nazionale democratica, a Filadelfia. La Clinton ha presentato il suo vice come “tutto ciò che Donald Trump non è – aggiungendo – assieme vinceremo le elezioni e faremo avanzare questo Paese”, definendo l’avvocato 58enne come “un ottimista implacabile e competente” al contrario dell’avversario repubblicano, il quale attraverso la retorica presenta programmi “divisivi“.

Kaine ha alternato durante il proprio discorso l’uso della lingua inglese con quello della lingua spagnola, rivolgendosi soprattutto alla comunità latina del Paese (fetta molto importante di voti, contando che nella “Sun Belt” si può contare sul voto di 2,6 milioni di ispanici) e non è un caso che, proprio in questa occasione, la Clinton abbia presentato il proprio vice: infatti, la Florida, è uno degli stati etnicamente più vari, nel quale potranno votare 13 milioni di “latinos“.

Il vice di Hillary è molto vicino a questa comunità: infatti, da giovane, aveva interrotto i propri studi ad Harvard per andare in Honduras come missionario; esperienza dalla quale, secondo le sue stesse parole, ha appreso “i valori di fede, lavoro e famiglia”. L’avvocato ha lanciato diversi attacchi contro il Tycoon e i repubblicani in generale, criticando lo stop alla riforma sull’immigrazione (che avrebbe regolarizzato 11 milioni di persone senza documenti): “Gli Stati Uniti non si costruiscono con la paura, ma con il valore, l’immaginazione e la determinazione – ha affermato Kaine – gli immigrati sono persone che vogliono rimanere negli Usa, quindi meritano di restare”, ha proseguito, ponendosi così come sostenitore dei ponti e contrario ai muri eretti per dividere le popolazioni. La critica al magnate newyorkese è proseguita sul piano più personale, accusandolo di  “lasciare dietro di sé una scia di promesse non mantenute e vite danneggiate, dovunque vada. Non possiamo permetterci che faccia questo al nostro Paese”.

Clinton ha descritto, in riferimento a Tim Kaine, ha descritto il comizio di Miami come “una boccata d’acqua fresca” arrivata dopo “il messaggio di paura, ira e risentimento” emerso dalla Convention nazionale repubblicana. In quell’occasione, Donald Trump, aveva attaccato la sua avversaria e il suo partito, fino alle durissime parole pronunciate da Al Baldasaro, consigliere del miliardario: “Andrebbe fucilata per alto tradimento”, aveva detto riferendosi alla candidata democratica.