Questa banca “ha polverizzato un anno delle mie notti e 30 anni di risparmio della mia famiglia”. “Sono venuto per salutare i vecchi consiglieri e per augurare a loro e noi soci di vederli presto giudicati dal tribunale per tutto quello che hanno fatto”. “E’ un Vajont economico e umano”. Così i piccoli soci della Popolare di Vicenza, nel corso dell’assemblea che ha rinnovato il consiglio di amministrazione, hanno attaccato i vecchi vertici della banca e quelli nuovi indicati dal Fondo Atlante, che ne ha acquisito l’intero capitale pagando le azioni 10 centesimi l’una contro i 62,5 euro pagati da molti azionisti durante i precedenti aumenti. Contestato in particolare l’amministratore delegato Francesco Iorio, che è stato confermato e sarà affiancato da Gianni Mion (presidente), Niccolò Abriani, Luigi Arturo Bianchi, Marco Bolgiani, Salvatore Bragantini, Carlo Carraro, Rosa Cipriotti, Massimo Ferrari, Francesco Micheli e Alessandro Pansa.
“Le azioni di responsabilità saranno un tema al centro dei lavori del nuovo consiglio”, ha ribadito Iorio, mentre i piccoli risparmiatori gridavano “Vai a casa!” e “Due morti!”, riferimento ai due soci che si sono tolti la vita nelle scorse settimane. “Confermo l’impegno della banca verso i soci ‘scavalcati’, chiederò al prossimo consiglio di valutare la mia proposta sia per le azioni scavalcate, sia per l’apertura di tavoli di conciliazione, sono fiducioso che il nuovo consiglio avrà una sensibilità importante su questo tema”, si è difeso lui. Iorio, dopo aver smentito le indiscrezioni sull’interesse di alcuni fondi statunitensi per la banca che Atlante punta a ristrutturare e poi cedere, ha anche ricordato che Alessandro Penati, presidente di Quaestio Sgr che gestisce il Fondo Atlante, ha scritto in una lettera inviata ad alcuni quotidiani locali che gli azionisti avranno il diritto gratuito di “acquisire azioni a 0,10 euro, lo stesso prezzo pagato da Atlante, qualunque sarà in futuro il valore della Banca”. Questo per “ristabilire un clima di fiducia” con la clientela che ha visto azzerarsi il valore dei propri investimenti.
Nella sua lettera Penati ricorda che la “discontinuità con le passate gestioni” imposta dal fondo Atlante “non poteva essere più radicale” e che il fondo “ha già chiesto ai nuovi amministratori di procedere con rapidità e determinazione nelle azioni di responsabilità” verso la vecchia gestione “per un senso di equità e per recuperare il maltolto“. Rassicurazioni che non sono bastate ai tanti “piccoli” presenti in assemblea. “Noi abbiamo riposto la nostra fiducia nella banca, abbiamo solo una domanda: le modalità e le tempistiche per avere indietro i nostri risparmi frutto del nostro lavoro onesto”, ha detto Regina Onoretto. “Nella lettera di Penati c’è solo una parola che manca: ‘risarcimento’. Siamo stati espropriati i nostri risparmi e le quote proprietarie della banca in cui abbiamo riposto la nostra fiducia”, ha aggiunto Luca Canale.
“Seguo 200 azionisti, ce ne sono diversi che hanno fatto richieste di cessione delle azioni prima del 2014”, ha ricordato l’avvocato Matteo Moschini, esibendo un ordine di vendita di un cliente ‘privilegiato’ evaso nel giro di un mese nel novembre 2014. “Chiedo se questi soci saranno risarciti”. “Ci aspettiamo al più presto un’azione di responsabilità vera e tempestiva” ha aggiunto Luigi Ugone, dell’Associazione Noi che credevamo nella Bpvi, richiesta ribadita da molti altri soci. Elisabetta Gatta ha raccontato del “dramma sociale dei pensionati e di chi è in casa di riposo e deve presentare l’Isee al 31/12/2015. Praticamente le azioni gli vengono valutate 48 euro così ai fine Isee si trova praticamente ricco quando i soldi non li ha. E’ una vergogna”. “Ci sono stati atti estremi come suicidi e tentati suicidi, dovete prendere carico delle posizioni di queste persone che hanno riversato in Bpvi i propri risparmi, serve una seria presa di responsabilità di questo Vajont economico e umano”, ha aggiunto Anna Maria Bertorelli, delegata della casa del consumatore.
Barbara Venuti ha lamentato che la banca “ha polverizzato un anno delle mie notti e 30 anni di risparmio della mia famiglia. Abbiamo versato lacrime di sangue per cui pretendo risposte e le pretenderò finché ho gli occhi per cercarvi. E’ surreale che in oltre un anno non ci siano state azioni concrete, è surreale che in oltre un anno l’azione di responsabilità non sia stata la priorità, che nessuno ha mai pensato a un fondo alimentato dai vostri stipendi, che nessuno riesca a bloccare i patrimoni dei responsabili, che nessuno lavora seriamente a un tavolo di conciliazione”.
“Sono venuto per salutare i vecchi consiglieri e per augurare a loro e noi soci di vederli presto giudicati dal tribunale per tutto quello che hanno fatto e per aver ridotto la banca in uno stato fallimentare, facendo gravissime ingiustizie verso i piccoli soci”, ha rivendicato l’avvocato Renato Bertelle, che difende molti piccoli azionisti. “Voglio sperare che la giustizia faccia il suo corso e risarcisca i soci defraudati e impoveriti, soprattutto chi non ha messo i soldi da parte per vivere, perché molta gente di notte è sveglia, piange e non sa cosa fare perché è stata derubata dei risparmi di una vita”.