Vivace polemica tra il giornalista dell’Unità, Fabrizio Rondolino, e la firma de La Stampa, Riccardo Barenghi, noto con lo pseudonimo di Jena, nel corso di Coffee Break, su La7. Ad accendere le polveri è Rondolino, che esprime una durissima critica contro il Pd, in previsione della direzione odierna del partito: “Il Partito democratico è diventato la zavorra, la bad company del renzismo. Da questa direzione non può venir fuori nulla di buono, perché è il ceto politico che discute di se stesso. Renzi si gioca la vita e la morte sul governo del Paese, non su discussioni teoriche. Il Pd è un ente inutile e parassitario”. Insorge Barenghi: “Si dà il caso che Renzi sia il segretario del Pd e questo partito non c’è perché Renzi non l’ha mai sopportato e l’ha liquidato nei fatti. Un partito serio e un segretario serio oggi avrebbero dovuto spiegare perché il Pd ha preso una batosta elettorale molto pesante in punti chiave del Paese. E’ chiaro che le sconfitte non piacciono a Renzi, e quindi non ne vuole discutere. Ma mi pare che ora la sua parabola sia in discesa”. Rondolino ribadisce: “Non vedo nessuno che possa insidiare nel Pd la leadership di Renzi. Il Pd ormai è fatto di morti che camminano. Da lì non verrà mai fuori nulla di buono, non ci illudiamo”. “Ma scusa, lavori nel giornale del partito fatto da morti che camminano?” – si inalbera Barenghi – “Allora, non lavorare in quel giornale. Se il partito è così, anche il tuo giornale è fatto da morti che camminano. Io non sono del Pd e neppure lo voto, ma questo lo trovo irrispettoso”. “Neppure io voto il Pd”- rivela la firma dell’Unità – “Prima scrivevo su Il Giornale, prima ancora sul tuo giornale, La Stampa. Mi piace cambiare giornale oppure vengo cacciato dai giornali, non lo so”. “Sì, ma quel partito di morti che camminano è del tuo presidente” – ribatte Barenghi – “Di chi è la colpa? Se il segretario del partito e il capo del governo è Renzi, è mia la colpa?”. Ma la domanda della “Jena” resta orfana di risposta