Questa è la Roma abbandonata dallo Stato, con poche risorse questi quartieri potrebbero riemergere dal degrado (leggi articolo su il Fatto Quotidiano di Luca De Carolis)”. Afferma l’urbanista Paolo Berdini, nome papabile per l’assessorato all’urbanistica qualora vinca Virginia Raggi (M5S) per il Campidoglio, che ci accompagna in questo viaggio nella periferia della Capitale, da Tor Vergata a Tor Bella Monaca. Scarsi i collegamenti tra le zone, tanto cemento, pochi servizi, inesistente la manutenzione ordinaria. Per Berdini si riparte dalle piccole cose, dalla valorizzazione di ciò che c’è: “Una strada romana ritrovata durante gli scavi e oggi sepolta dai rifiuti e dalla sterpaglia“. “A Tor Bella Monaca ci sono scuole, c’è il municipio, c’è il teatro, ma vanno curati, qui c’è bisogno del pubblico perché se no affondano”. La periferia romana è il trionfo di case abusive, senza allacci fognari, senza marciapiedi. Ma è soprattutto la terra delle cattedrali nel deserto, come la Vela di Calatrava a Tor Vergata, un’opera costruita per i mondiali di nuoto, costata fino ad oggi 400 milioni di euro, doveva esser pronta nel 2009, oggi è in stato di totale abbandono. “I grandi eventi, le grandi opere? Continuiamo su una strada sbagliata, ci sono poche risorse le devi usare a beneficio di tutta la collettività”. Un tram, un tapis roulant, presidi pubblici sul lavoro, per i disabili, possono migliorare la situazione secondo il professore. Come ultima tappa il policlinico di Tor Vergata, struttura d’eccellenza ma dispersa nel nulla, anche se a 300 metri si vede la metropolitana, le nuove fermate della linea C. “Questo tappeto di auto potrebbe sparire grazie a un percorso protetto dalla metro all’ingresso dell’ospedale, in un’altra città europea l’avrebbero fatto subito, qui non ci pensa nessuno, forse perché conviene poco, ma dobbiamo pensare al quotidiano, all’anziano che prende l’autobus, al ragazzino che deve arrivare a scuola” chiosa Berdini di Irene Buscemi e Luca De Carolis