Fa discutere la scelta de Il Giornale di allegare il Mein Kampf di Adolf Hitler all’edizione del quotidiano di domani, sabato 11 giugno. Lo scritto del Führer, presentato nell’edizione critica curata dallo storico Francesco Perfetti, verrà infatti distribuito gratuitamente a tutti quei lettori che decideranno di acquistare, assieme al giornale, il primo degli otto volumi che il quotidiano dedica al nazismo, “Hitler e il Terzo Reich” di William Shirer.

“Un fatto squallido“, l’ha definito in una nota Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, che ha aggiunto: “E’ lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah e dei diversi fattori che portarono l’umanità intera a sprofondare in un baratro senza fine di odio, morte e violenza. Bisogna dirlo con chiarezza, l’operazione del Giornale è indecente. E bisogna soprattutto che a dirlo sia chi è chiamato a vigilare e a intervenire sul comportamento deontologico dei giornalisti italiani“.

Non si è fatta attendere la replica del direttore Alessandro Sallusti, che così ha motivato la scelta editoriale: “Per capire com’è potuto nascere il male assoluto bisogna andare alla fonte e non aver paura di storicizzare le tragedie del Novecento. Non avrei problemi, per dire, a pubblicare anche il Libretto rosso di Mao. Lo studio del Novecento ha avuto come tabù proprio il nazismo, come se la storia fosse finita lì. Ma la prima regola è conoscere ciò di cui parliamo e questo libro, che ha cambiato la storia dell’Europa e dell’Occidente, non a caso viene presentato nell’edizione critica curata da uno storico di vaglia come Francesco Perfetti”.

L’iniziativa ha un immediato precedente in Germania dove, a inizio anno, sono scaduti i diritti di proprietà intellettuali sul libro (fino a quel momento in possesso del ministero delle Finanze del Land della Baviera) e un’edizione critica è stata pubblicata dall’Istituto di storia contemporanea di Monaco di Baviera: un editore “non certo sospettabile di simpatie filo naziste” ha sottolineato Sallusti, che ha rilevato come l’iniziativa in Germania abbia avuto “anche il beneplacito della comunità ebraica” e un ministro ne abbia anche proposto lo studio nelle scuole. “Indubbiamente – ha ammesso – un certo effetto lo fa, ma è il libro che ha fatto effetto e non credo nessuno possa pensare, se non nel caso di palese strumentalizzazione, ad un’operazione di ‘propaganda’ che sarebbe contro la storia stessa del Giornale: basterà seguire la guida di Perfetti per capire la portata culturale dell’operazione”.