L’iniziativa di un prete, che ospiterà nella sua parrocchia i migranti sgomberati dal sindaco, tampona momentaneamente l’emergenza dei profughi che da Ventimiglia, al confine fra Italia e Francia, vorrebbero arrivare Oltralpe. Tra Sicilia e Calabria, intanto, sono stati fermati, all’alba del 30 maggio, i presunti scafisti di due dei barconi inabissatisi nel Canale di Sicilia in questi giorni.

“Ho spalancato le porte della parrocchia ai migranti, resteranno qui fin quando sarà necessario”. L’annuncio arriva da padre Francesco Marcoaldi, che a Ventimiglia, dove è frate della congregazione Figli di Maria Immacolata, accoglierà una settantina di migranti che si erano accampati, dopo la chiusura del centro d’accoglienza, sul greto del fiume Roja. 


Il 27 maggio, però, un’ordinanza di sgombero per motivi igienico sanitari entro 48 ore, firmata dal sindaco Enrico Ioculano, li aveva costretti a spostarsi ancora una volta. Nulla è cambiato, infatti, a Ventimiglia dopo la chiusura di inizio maggio del centro d’accoglienza allestito nella stazione ferroviaria del paese. L’emergenza migranti non è cessata e un centinaio di migranti viveva in pessime condizioni igieniche in una tendopoli sul fiume.

“Ho detto loro – ha sottolineato padre Francesco – che se dovesse arrivare la polizia non devono fare resistenza e mi hanno garantito che non accadrà”. Ma al momento, secondo quanto si apprende, le forze dell’ordine non si presenteranno alla parrocchia. Un anno fa a Ventimiglia erano arrivati centinaia di migranti che volevano entrare in Francia, ma il paese transalpino chiuse la frontiera e i profughi finirono per accamparsi anche sugli scogli. Da allora, anche se con numeri minori, a Ventimiglia la presenza di migranti diretti in Francia è rimasta costante.

L’emergenza è ancora alta anche nel Canale di Sicilia, dove continuano gli sbarchi e le operazioni di salvataggio della Marina militare. All’alba del 30 maggio sono stati fermati a Palermo due 25enni senegalesi ritenuti gli scafisti dei 600 migranti giunti ieri al molo Santa Lucia di Palermo, soccorsi in acque internazionali, venerdì mattina, dopo essere partiti da Sabrata in Libia. A Reggio Calabria, invece, in stato di fermo due uomini ritenuti gli scafisti dell’imbarcazione carica di migranti naufragata nel canale di Sicilia provocando la morte di almeno 45 persone e i cui superstiti sono arrivati ieri nel porto della città a bordo della nave della Marina militare Vega. Sono più di 700 le vittime dei tre naufragi di questi ultimi giorni nel Mediterraneo, dove barconi provenienti da Libia ed Egitto si sono inabissati.