Si giocano oggi e domani, pioggia permettendo, gli ottavi di finale del Roland Garros. Il terzo turno è stato funestato dai ritiri di Nadal e Tsonga. Pesantissimo quello di Nadal, forse alla sua ultima possibilità di vincere uno Slam (anche se con Djokovic in semifinale partiva sfavorito). Diverso il caso di Tsonga, abbonato agli infortuni continui, che avrebbe già fatto un miracolo a superare questo Goffin e che non avrei visto vincente mai nella vita con questo Thiem. Da notare come, tra i primi 16, gli unici eliminati – ritiri a parte – sono stati i (minori) Cilic e Simon. Segno che le forze in campo sono chiare e non c’è spazio per le sorprese.

Nella presentazione del terzo turno ho sbagliato un solo pronostico, quello di Kyrgios su Gasquet: mi capita sempre, quando sono emotivamente coinvolto e pronostico miei pupilli. Per il resto ho preso tutto, compreso la vittoria facile di Murray e quelle molto più complicate di Nishikori e Goffin. Non c’è niente da fare: sono troppo bravo. Per questi ottavi le uniche partite aperte sono Berdych-Ferrer e Goffin-Gulbis. Favoriti il ceco e il belga. Le altre sei sfide sono dall’esito scontato come una sciocchezza di Orfini. Eccole.

Djokovic (1) – Bautista Agut (14). Match senza alcuna storia e di violenta bruttezza: il serbo dominerà agile. Djokovic aveva già vinto il torneo, ma senza Nadal il suo trionfo è ancora più ovvio. Può perdere in finale solo da un Wawrinka deluxe (come un anno fa), oppure da un Murray stellare, o ancora da un Nishikori leggendario. Non ci credo neanche se lo vedo.

Ferrer (11) – Berdych (7). I precedenti dicono 7 a 6 Ferrer, segno che sarà un match tirato. Dico Berdych in quattro o cinque set: gli do il 60%, perché Ferrer è in calo e Berdych di solito gli incontri da favorito li vince. Evitate comunque questa partita: rappresenta un antico e pallosissimo mix di mestizia e bruttezza. Oltretutto il vincitore avrà per premio la fucilazione con Djokovic nei quarti, quindi chi se ne frega.

Granollers – Thiem (13). È l’ottavo reso orfano da Nadal. Granollers è sempre più fortunato: lucky loser a Madrid, lucky loser a Roma e ora in ottavi dopo i ritiri di Mahut e Nadal. È tempo che venga punito e l’austriaco lo farà con agio. Si tende a ripetere che questa parte vedrà un semifinalista inatteso e incerto. Verità parziale: una volta uscito Nadal, Thiem è di gran lunga il favorito per il ruolo di semifinalista. Lo sarebbe stato anche senza il ritiro di Tsonga. A breve Thiem sarà nei primi cinque e dall’anno prossimo comincerà a giocarsi sul serio la possibilità di conquistare uno Slam. A partire dal Roland Garros.

Goffin (12) – Gulbis. Ho sempre pensato – una volta ritirato Nadal – che il semifinalista anti-Djokovic uscirà dal quarto Thiem-Goffin. Il belga è costantemente sottovalutato, ma parte battuto solo con Djokovic, Nadal e Murray. Già con Nishikori e Wawrinka se la gioca. Ha tre anni più di Thiem e può batterlo, sebbene da sfavorito. Certo, resta la variabile Gulbis (nella foto), eterno Safin in diesis (molto) minore. Il miglior Gulbis è una delizia, ma il miglior Gulbis si vede una volta l’anno. Ieri Tsonga lo stava prendendo a pallate. Il riccone Gulbis ha già fatto qui semifinale due anni fa. Teoricamente può battere tanto Goffin quanto Thiem, ma significherebbe tenere di testa tre giorni di fila e onestamente mi pare inaudito. Con Goffin ha il 35%, con Thiem avrebbe il 10%.

Raonic (8) – Ramos Vinolas. Molto bella la gioia di Ramos Vinolas dopo la vittoria con Sock: gli ottavi a Parigi sono il coronamento di una vita da mediano.Ora però, salvo miracoli, verrà devastato dal noiosissimo canadese con i lineamenti da manga e i capelli inaccettabili. Magari mi sbagliassi: magari.

Troicki (22) – Wawrinka (3). Wawrinka con agio, al massimo lascerà un set al mortifero serbo, che – lo ammetto – mi ha comunque stupito nella sua vittoria sadica con Noia Simon. Se Wawrinka si fosse sorteggiato da solo, avrebbe avuto un tabellone più ostico.
Nishikori (5) – Gasquet (9). Continuo a pensare che Nishikori sia il vero quattro del mondo (tre, senza Nadal). Eppure lo sottovalutano tutti. Mah. Gasquet, che a Parigi si ferma sempre agli ottavi, non ha chance. Gli auguro di non essere umiliato come due settimane fa a Roma.

Isner (15) –Murray (2). Murray adora giocare con i bombardieri lungagnoni, avendo la risposta più forte del circuito. Come ha tritato Karlovic, triterà Isner. Al massimo può cedere un set, ma è già pronto per le due partite che lo separano dallo showdown con Djokovic: prima Nishikori e poi Wawrinka. Buon divertimento, anche se il divertimento sarà poco.