Andare avanti “sino alla fine” sulla riforma del lavoro perché “possa essere una legge di tutti e per tutti”. E’ quanto ha detto il presidente della Repubblica francese François Hollande durante la conferenza stampa conclusiva del G7 in Giappone, manifestando la sua decisa volontà di portare a compimento la legge sul Jobs act in Francia. “Io ho voluto questa riforma, è coerente con quanto abbiamo fatto negli ultimi quattro anni”, ha aggiunto Hollande, sostenendo quindi la posizione del premier Manuel Valls. Quest’ultimo infatti esclude non solo la possibilità che la riforma venga ritirata ma anche le modifiche al controverso articolo 2, lo stesso che prevede di far prevalere gli accordi aziendali su quelli di categoria per ferie e orari di lavoro. E proprio Valls ha detto: “Ritirare la riforma significherebbe impossibilità di governare. Questo Paese muore dell’impossibilità di riformarsi”.

Nel frattempo in Francia le proteste contro la riforma del lavoro rischiano di paralizzare l’intero Paese. La mobilitazione continua, l’attività produttiva delle raffinerie, dei depositi di carburante e anche delle 19 centrali nucleari (bloccate ieri, 26 maggio) risulta interrotta. Inoltre alcune città sono state scosse da violente manifestazioni. Sempre ieri Parigi 20mila persone hanno protestato contro la riforma, e 16 persone sono state arrestate per i disordini scoppiati lungo il percorso del corteo che da piazza della Bastiglia è arrivato a Place de la Nation. Nello stesso giorno a Bordeaux l’attacco a un commissariato si è concluso con un ferito, mentre a Nantes la polizia ha fatto uso di lacrimogeni e due banche sono state danneggiate. A Le Havre, infine, circa 3.600 lavoratori portuali sono stati accolti con un applauso mentre marciavano nella piazza principale dove migliaia di persone si sono riunite fin dallo scorso mattino.

La situazione in tutto il Paese rimane dunque tesa: al caos benzina si aggiunge anche lo sciopero di due giorni indetto dai ferrovieri della Sncf, che incroceranno le braccia anche dal 31 maggio. Atteso invece per il 2 giugno lo sciopero “illimitato” di metro e bus parigini (gestiti dalla Ratp), a cui seguirà dal giorno dopo quello dell’aviazione civile. Il tutto a pochi giorni dal fischio d’inizio dell’Euro 2016.