Quel tweet contro i partigiani non l’ho scritto io. Ho fatto la denuncia a Montecarlo, dove risiedo, e hanno già trovato l’indirizzo IP del computer della persona che l’ha fatto“. Sono le parole di Emanuele Filiberto di Savoia, intervistato a La Zanzara (Radio24), a proposito della pioggia di polemiche riguardanti un suo tweet, poi cancellato, contro i partigiani (“I parassiti partigiani con le loro 179 associazioni costano al contribuente 3 milioni di euro”). E ribadisce: “Mi dispiace molto, non per quelli che mi hanno scritto, ma per i partigiani, per i quali ho grande rispetto. Non ho scritto io quel tweet, che trovo anche sbagliato. E’ giusto che ci siano delle associazioni che tramandano la memoria, è molto importante, ed è giusto che abbiano i soldi per sopravvivere. Ricordo che il primo passo che ho fatto, tornando in Italia, è stato quello di condannare fermamente le leggi razziali, sono stato il primo di Casa Savoia a farlo”. Il rampollo della dinastia reale italiana risponde poi alle critiche espresse su twitter da Alessandro Gassmann: “Lui è molto simpatico avrei voluto rispondergli su twitter con un messaggio privato, perché io sono contrario a lavare i panni sporchi in pubblico, ma ho scoperto che mi ha bloccato. Questo è coraggio? Lui mi accusa di lanciare il sasso e di nascondere la mano, e intanto lui scrive certe cose su di me e mi blocca. Da che pulpito viene la predica. In ogni caso, massimo rispetto per lui, è un grande attore, come il padre. Del resto, non è l’unico che mi dà del traditore. Dico solo che si poteva fare un passo indietro, anche per mettere le cose a posto”. Nel finale, Emanuele Filiberto di Savoia si congeda, intonando “Bella Ciao”, assieme ai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo, e chiosando con “Viva i partigiani”