La crisi di Forza Italia in Veneto non è solo politica. E’ anche economica. La scomparsa dalla scena per problemi giudiziari dell’ex governatore Giancarlo Galan, per tre legislature trionfatore nelle elezioni regionali e finito in carcere due anni fa per lo scandalo Mose, ha determinato una perdita secca di presenza del partito di Berlusconi, che a Nordest ha sempre avuto un serbatoio impressionante di voti. Adesso, quasi simbolicamente, arriva anche lo sfratto per morosità dalla sede regionale, in viale dell’Industria a Padova.

Si tratta dei locali che ospitano la segreteria politica ed organizzativa dove negli ultimi quindici anni si sono celebrati i fasti del movimento, che ad ogni tornata elettorale registrava un numero crescente di consensi. Siccome non viene pagato l’affitto da oltre un anno, il giudice Giovanni Giuseppe Amenduni del Tribunale civile ha firmato un’ordinanza di sfratto. La somma inizialmente richiesta con un decreto ingiuntivo nel settembre scorso era di circa 19 mila euro e riguardava i canoni non versati dal febbraio 2015. In realtà dopo l’istanza presentata dai legali della società proprietaria dell’immobile una parte della somma è stata versata, ma non in quantità sufficiente a saldare l’intero importo. Rimangono sospesi circa 12 mila euro. Per questo il giudice ha accolto l’istanza, a fronte di un canone d’affitto concordato di 1.800 euro al mese più Iva.

Che fine farà la struttura politica e organizzativa di Forza Italia in Veneto? Di certo il partito non attraversa un buon momento, come testimonia anche lo striminzito 6% incassato alle regionali che hanno incoronato per la seconda volta governatore del Veneto il leghista Luca Zaia. Forza Italia ha perso visibilità sulla scena politica, anche a causa della fuoriuscita di alcuni esponenti come Leonardo Padrin e Remo Sernagiotto, passati ai Conservatori e Riformisti di Fitto.

Berlusconi è corso ai ripari nominando una nuova struttura di vertice di Forza Italia in Veneto. Del rinnovato comitato di presidenza fanno parte il riconfermato coordinatore regionale Marco Marin, senatore, e i vicepresidenti Pierantonio Zanettin, Davide Bendinelli, Michele Zuin, Piergiorgio Cortelazzo e Nicola Ceretta. Forza Italia sta cercando di saldare i debiti, ma si trova di fronte a un intoppo burocratico. I contributi dei privati sono soggetti a un “tetto” e quindi anche l’intervento finanziario di Berlusconi non può avvenire in tempi stretti.

Infatti, la procedura di sfratto ha avuto il suo corso. Da parte sua, l’avvocato Riccardo Rocca dello studio Wise, che tutela i proprietari dell’immobile, fa sapere: “Non vogliamo mettere nessuno in strada e speriamo che il Comitato regionale si faccia avanti per pagare gli affitti arretrati”.