L’ipotesi della costruzione di una recinzione lungo il confine italo-austriaco era stata annunciata pochi giorni fa dalla ministra dell’Interno austriaca Johann Mikl-Leitner, che aveva detto: “L’Italia non può contare sul fatto che il Brennero resti aperto, se si arriva a flussi incontrollati di migranti”. Nonostante l’immediata smentita arrivata nelle ore successive dopo il vertice Italia-Austria (“Collaboriamo, il Brennero non chiude”), i lavori sul Brennero sono stati avviati oggi, e porteranno alla costruzione di una barriera che servirà a limitare, in caso di necessità, l’accesso di migranti provenienti dall’Italia. “La struttura – ha detto il capo della polizia tirolese Helmut Tomac all’agenzia Apa – avrà una lunghezza di 250 metri e comprenderà l’autostrada, come anche la strada statale”.

La reazione di Roma arriva in serata. “La costruzione della barriera al Brennero è un grave errore che viola le regole europee – ha detto il sottosegretario con delega all’Ue Sandro Gozi – non è erigendo muri improvvisati che si risolvono i problemi, che vanno, invece, affrontati insieme con spirito costruttivo. Vienna riconsideri questa decisione che contravviene allo spirito e alla lettera degli accordi europei oltre che all’amicizia che lega Italia e Austria”.

Al valico italo-austriaco sono già stati smontati i guardrail, e in una prima fase di lavori sarà anche modificata la segnaletica stradale. I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a nord del confine. Nei prossimi giorni sarà anche allestito un centro di registrazione. “I controlli – ha detto Tomac – potrebbero partire a fine maggio, ma sarà il ministero degli interni a Vienna a stabilirne l’effettivo avvio”.

“L’Austria – ha commentato detto il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione a SkyTg24 – non chiude le porte. Venerdì scorso il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha incontrato la sua collega austriaca e, rispetto alle paventante intenzioni di chiudere le frontiere, non c’è stata questa determinazione”. La decisione di ripristinare controlli al Brennero, peraltro, ha sottolineato Manzione, “avrebbe implicazioni economiche tutt’altro che trascurabili. Sarebbe una perdita secca consistente, per questo abbiamo insistito che l’area restasse aperta, ma l’Austria – ha aggiunto – ha elezioni politiche importanti alle porte”. Inoltre, ha proseguito il sottosegretario, un eventuale decisione di chiusura “avrebbe anche ricadute dal punto di vista umano, potrebbe implicare situazioni come quelle che vediamo purtroppo in Grecia”.

Gli arrivi in Italia del 2016, ha poi rilevato Manzione, sono ventimila, contro i tredicimila dello stesso periodo del 2015, ma, ha evidenziato, “non si sono registrati incrementi significativi di siriani e eritrei. Ciò significa che per ora non non c’è stato uno spostamento dalla rotta turco-greca”. “Certo – ha aggiunto – se la Grecia diventasse davvero un enorme contenitore di anime, come dice il loro premier, quella grande marea potrebbe trovare sbocco da noi”.