Dopo le proteste e le azioni legali dei soci che hanno perso gran parte dei loro risparmi, Veneto Banca mette sul piatto la proposta di una procedura di conciliazione paritetica con i clienti a cui ha venduto azioni o obbligazioni che nel frattempo si sono deprezzate di più dell’80%. Il consiglio di amministrazione dell’istituto di Montebelluna ha deliberato di dare mandato al management di verificarne la “fattibilità” per definire le controversie. Il prossimo passo, annuncia una nota della banca, sarà verificare la disponibilità delle associazioni dei consumatori ad attivare questa soluzione. Poi andranno definiti contenuti, modalità e criteri del protocollo di intesa volto a regolare la procedura. Proprio venerdì i piccoli risparmiatori sono scesi ancora in piazza, a Montebelluna, per protestare contro le popolari venete che li hanno “lasciati in mutande”.

Secondo la banca la conciliazione permetterebbe ai clienti di risolvere le controversie in “tempi enormemente più brevi” rispetto alla giustizia ordinaria, gratuitamente e senza adire le vie legali, perché non c’è un organo giudicante ma si può risolvere la controversia attraverso un confronto tra il conciliatore designato dalle associazioni e quello della banca che propongono alle parti i termini per la definizione di un accordo transattivo. Proposta comunque non vincolante: le parti restano libere di accettare ponendo fine alla controversia o lasciarla cadere mantenendo intatta la possibilità di tutelare i propri diritti dinanzi alla giustizia ordinaria.

“Vogliamo testimoniare con i fatti la volontà del Consiglio e della Banca di tenere al di sopra di tutto la tutela e la soddisfazione dei suoi clienti – ha detto il presidente Pierluigi Bolla -. Nel corso dell’assemblea del dicembre 2015 abbiamo sottolineato la nostra determinazione a voler affrontare e risolvere le rimostranze ereditate dal passato, riconoscendo la massima attenzione e tutela per i clienti, anche attraverso il dialogo e la collaborazione con le Associazioni dei Consumatori”. “La conciliazione paritetica – aggiunge Bolla – apporterebbe una serie di importanti vantaggi per i clienti: gratuità della procedura, tempi brevi per la definizione della controversia, possibilità di avvalersi di professionisti esperti, sempre restando liberi di accettare la proposta transattiva o meno, senza alcun pregiudizio per i propri diritti”.