Dimenticate le belle addormentate che aspettano il bacio del principe azzurro o le principesse rinchiuse in altissime torri con sguardo sognante verso l’orizzonte. Per le bambine (e anche i bambini) dei giorni d’oggi c’è una nuova collana di libri che promette di raccontare storie vere al di là di ogni classico stereotipo. Dall’Argentina arrivano le “Antiprincipesse” di Editorial Chirimbote, portate in Italia dalla giovane realtà editoriale di Rapsodia Edizioni, che stupiranno con le avventure di donne di una bellezza straordinaria, anche se non principesca, capaci di mettersi in gioco e di “sporcarsi le mani”. Come Frida Kahlo, indimenticabile artista messicana a cui è dedicato il primo volume uscito a gennaio 2016, una donna che non ebbe paura di mostrare il suo corpo fuori dai canoni tradizionali, di dipingere tutto quello che la riguardava, momenti tristi e felici, e di inseguire l’arte nonostante la malattia e il dolore fisico in un’epoca in cui le donne “potevano essere solo casalinghe”.

“Perché quando ci raccontano delle storie ci parlano sempre di donne e uomini importanti? Importanti come le principesse, tutte ben vestite, che non possono giocare o sporcarsi… Oppure importanti come i supereroi, con i loro superpoteri così lontani da noi…” si legge nella presentazione della pubblicazione. Le “Antiprincipesse” invece sono tutt’altro. Non aspettano, ma inseguono le proprie aspirazioni, vincendo con coraggio contro ogni difficoltà: “In questo caso – si legge – quando diciamo ‘importanti’, parliamo di coloro che si sono ‘sporcati’ per divertirsi e per crescere, che non si sono fermati ad aspettare che accadesse qualcosa e hanno usato dei superpoteri, ma di altro tipo! Come ad esempio raggiungere obiettivi impensabili, affrontare il mondo in un modo tutto loro, superare ostacoli enormi e lasciare un segno nel tempo”.

La collana è una delle più recenti novità in quel panorama letterario per ragazzi che vuole offrire un punto di vista differente sugli stereotipi di genere e sulle pari opportunità, rompendo con credenze e abitudini radicate nel nostro modo di pensare e vivere, e adattandosi a un contesto sociale in continuo cambiamento. I titoli negli ultimi anni si stanno arricchendo con spunti che arrivano direttamente dal passato o dalla quotidianità. Nel caso dell’autodeterminazione delle donne, per esempio, c’è stata la collana Sirene di Edizioni El che propone figure femminili tutta forza e ribellione, come l’imperatrice Sissi o l’ereditiera Peggy Guggenheim. Oppure la casa editrice Settenove, che punta a uscire dalle discriminazioni con storie come quella di Ettore, un circense dalla forza incredibile con la passione per l’uncinetto, o quella di June e Lea, capaci di grandi sogni per il loro avvenire. Ci sono poi libri che sfatano il mito dei giocattoli “da maschio” e “da femmina”, o quelli che spiegano ai bambini il rispetto per il diverso, o in che modo trovare se stessi nonostante la separazione dei genitori.

In “Antiprincipesse” c’è un po’ di tutto questo e molto altro: il messaggio rivolto a piccoli lettori che vanno circa dai 7 agli 11 anni, è proprio quello di seguire l’esempio delle protagoniste, e anche per questo alla fine di ogni libro c’è un gioco, una proposta interattiva per continuare a divertirsi anche dopo la lettura, a “sporcarsi le mani” in prima persona. L’idea della pubblicazione, come spiegano da Rapsodia Edizioni, è nata quasi per caso e ha già avuto molti riscontri positivi: “Un nostro collaboratore è argentino e dalla madre, militante femminista, siamo venuti a conoscenza di questa collana l’estate scorsa – racconta a ilfattoquotidiano.it Eleonora Lo Nigro, responsabile editoriale – Adoro le principesse della Disney e inizialmente non mi ero resa conto del valore del progetto. Una volta compreso il messaggio mi sono letteralmente innamorata dell’idea e dello spirito e abbiamo contattato la casa editrice argentina. Siamo riusciti a instaurare un ottimo rapporto e a gennaio abbiamo tradotto e pubblicato il primo volume. Il progetto anche qui in Italia va benissimo. La difficoltà c’è nelle mail sconclusionate che mando con il mio precario spagnolo, che tuttavia vengono capite perfettamente”.

Per ora c’è Frida Kahlo, ma il progetto proseguirà con altri personaggi del Sudamerica, dando spazio anche alle storie di uomini con gli “Antieroi”. “Stiamo già lavorando alle prossime traduzioni – continua Lo Nigro – Sempre donne dell’America Latina, sempre donne che con sudore e talento, senza castelli o gioielli, si sono fatte strada in questo mondo complicato e duro… Non di importanza inferiore saranno gli Antieroi. Insomma, sarà un progetto straordinario che potrebbe arricchire l’Italia e unire ‘a distanza’ due mondi tanto lontani”.