Un kamikaze si è fatto esplodere questa mattina a Istanbul provocando cinque morti (tra cui l’attentatore) e 36 feriti. L’esplosione è avvenuta intorno alle 9.55 (ora italiana) sul viale Istikal in una delle zone dello shopping della città a poca distanza da piazza Taksim. L’attentatore, secondo i media locali, sarebbe un militante turco dell’Isis identificato come Savas Yildiz di 33 anni, originario di Adana nel sud del Paese, che faceva parte della lista dei sospetti potenziali attentatori suicidi. Le vittime sono 3 cittadini israeliani – Simha Siman Demri, Yonathan Suher e Avraham Godman – e l’iraniano Ali Riza Khalman, oltre all’attentatore kamikaze.

L’attacco è avvenuto in una via, piena di negozi e locali notturni, generalmente molto frequentata sia dai turisti che dagli abitanti della città. Come avviene regolarmente nei casi di attacchi terroristici in Turchia, l’autorità radiotelevisiva ha imposto una censura sulla trasmissione di immagini dalla zona dell’attentato kamikaze. Secondo la Cnn Turk il kamikaze avrebbe avuto un altro obiettivo, ma l’esplosivo che aveva addosso sarebbe scoppiato prima del previsto. L’obiettivo potrebbe essere stato un gruppo di turisti.

In un primo momento le indagini si sono rivolte verso il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) con cui Ankara da tempo combatte nel sud-est del Paese. “La lotta della Turchia contro il terrorismo continuerà con tutta la sua forza”, aveva dichiarato in mattinata il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Immediata la condanna del Partito Democratico del popolo (Hdp), partito di opposizione legato ai curdi. “Si tratta di un atto terroristico che mira a colpire i civili – si legge nel comunicato diffuso – Chiunque abbia effettuato questo attacco, è inaccettabile e imperdonabile”.

L’episodio è avvenuto a meno di una settimana dall’esplosione di un’autobomba ad Ankara che ha provocato 37 morti e 129 feriti. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo curdo dei ‘Falchi per la liberazione del Kurdistan’ (Tak). Nel comunicato il Tak ha spiegato che l’azione è stata compiuta per vendetta rispetto alle operazioni militari in corso contro i curdi nel sudest del Paese e che aveva l’obiettivo di colpire le forze di sicurezza, non civili.