El Khomri, sei sconfitta, i giovani sono scesi in strada”. La riforma del lavoro pensata e proposta dal ministro francese Myriam el Khomri, una sorta di Jobs Act d’Oltralpe, è stata accolta dai lavoratori del Paese con una manifestazione oceanica. Circa mezzo milione, secondo le stime fornite dagli organizzatori, le persone scese in piazza in tutta la Francia, di cui 100mila solo a Parigi. Inferiori le stime delle autorità. La polizia di Parigi ha riferito a Efe che nella capitale hanno sfilato tra 27mila e 29mila dimostranti, il ministero dell’Interno invece parla di 224mila manifestanti in totale.

Quella di mercoledì è stata la prima delle tre grandi manifestazioni indette per questo mese in Francia contro la riforma che sarà presentata dal governo socialista in Consiglio dei ministri il prossimo 24 marzo e votata da Assemblea nazionale e Senato rispettivamente ad aprile e maggio. Il progetto di legge abbassa il tetto massimo di risarcimento per licenziamento senza giusta causa e chiarisce le regole del licenziamento per motivi economici, il che, secondo i  manifestanti, amplia e facilita le possibilità delle imprese di mandare via dei dipendenti.

Tra le voci più forti nelle piazze francesi quelle degli studenti delle scuole superiori, decine delle quali sono state occupate. Maryanne Gicquel, portavoce della Fidl, il sindacato studentesco, ha detto che l’esperienza lavorativa dei giovani è “una successione di stage e lavori pagati male, ora ci viene detto che sarà più facile ai datori di lavoro licenziarci”. L’Unione nazionale degli studenti francesi ha anche indetto una nuova giornata di azione per giovedì 17 marzo.

Il sindacato studentesco Unef ha stimato in 500mila il numero di francesi scesi in strada, mentre Forza operaia, un’altra delle sette organizzazioni da cui la protesta era stata convocata, ha riferito di 400mila manifestanti. Secondo l’Unef in ventimila sono scesi in piazza a Lille, in quindicimila a Grenoble, in cinquemila a Lione, in duemila rispettivamente a Perpignan e Besancon.