Ok alla stepchild adoption, anche incrociata. A dare il via libera all’adozione di due bambine di 4 e 8 anni da parte di due donne conviventi è stato il tribunale di Roma che ha riconosciuto il diritto delle due madri ad avere la tutela della figlia dell’altra, facendo riferimento alle cosiddette “adozioni in casi particolari“. Si tratta, sottolinea la presidente di Rete Lanford Maria Grazia Sangalli, di una forma particolare di adozione che garantisce al minore minori garanzie “rispetto al riconoscimento di una genitorialità piena e legittimante”. Le bambine avranno lo stesso doppio cognome ma per la legge non saranno sorelle. Secondo Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford è il primo caso in Italia. Una delle due bambini, tra l’altro, è nata grazie alla procreazione assistita in Danimarca.

In mancanza di una normativa “l’adozione da parte di queste coppie è possibile solo interpretando la normativa in vigore in senso ampio ed evolutivo” spiega la Sangalli. “Purtroppo – continua la Sangalli – il legislatore non contribuisce all’opera di adeguamento delle corti al diritto vivente con l’emanare norme che tengano conto della realtà”. Il riferimento è evidente: lo stralcio e il rinvio del dibattito sull’articolo 5 della legge Cirinnà, che avrebbe previsto l’adozione del figliastro. “Bisognerebbe semplicemente guardare il mondo con gli occhi dei bambini – aggiunge Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno – per capire che tutelarli nei loro affetti è l’unica strada da percorrere per garantire loro una vita più serena”.

Sul punto restano le divisioni all’interno della maggioranza di governo. Angelino Alfano ha ribadito che i centristi sono contrari, legando ancora la questione a un altro tema, quello dell’utero in affitto. Intanto però il Pd dice di voler andare avanti. In mattinata la commissione Giustizia della Camera (dov’è stato già incardinato il ddl Cirinnà orfano delle adozioni) ha deciso di svolgere una indagine conoscitiva sulla legge sull’affido e le adozioni, la 184 del 1983. A favore della decisione il Pd e la maggioranza (Area Popolare però era assente), contrari Lega e Fdi, mentre il M5s si è astenuto. La presidente della Commissione Donatella Ferranti ha spiegato che l’indagine “serve a fare il tagliando alla normativa vigente, per capirne lo stato di attuazione e le criticità applicative. La stepchild adoption non c’entra nulla”.

In particolare il tribunale per i minori di Roma ha accolto due ricorsi dell’avvocata Francesca Quarato, socia di Rete Lenford e componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno: “Questo nuovo ulteriore provvedimento, che resta nella scia delle già note sentenze, ha una peculiarità rispetto alle precedenti – afferma la Quarato – Le minori in favore delle quali è stata riconosciuta l’adozione sono, infatti, nate ciascuna da una delle due donne della coppia. In questo modo ognuna ha un genitore biologico ed un genitore sociale, entrambi con piena e pari capacità e responsabilità genitoriale”. La legale spiega che i giudici hanno avuto “riguardo esclusivamente all’interesse delle minori a vedere riconosciuto e tutelato il rapporto genitoriale che ciascuna ha con la madre sociale, rapporto che dunque si affianca, senza sostituirlo, a quello con la madre biologica, arricchendo la sfera delle relazioni delle bambine”. L’adozione incrociata valorizza così “l’intreccio dei rapporti genitoriali e dei legami familiari biologici e sociali con un riconoscimento giuridico”.