Una quarantina di dirigenti e dipendenti del Banco Popolare, tra cui l’amministratore delegato Pier Francesco Saviotti e il direttore generale Maurizio Faroni, sono stati multati da Consob per 261mila euro. L’authority, stando al bollettino che che fa riferimento a una delibera dello scorso 19 settembre, ha contestato la violazione di alcune “norme che regolano i conflitti di interesse e la valutazione di adeguatezza degli investimenti” nell’ambito del collocamento di alcuni prodotti di investimento. A Saviotti vengono chiesti 16mila euro e a Faroni 10mila. La multa comunque ricade sull’istituto, responsabile in solido per le violazioni dei manager. 

In particolare la Consob ha verificato che nei servizi di collocamento di prodotti di investimento della banca, e quindi soggetti a un potenziale conflitto di interesse, Banco Popolare “ha compiuto scelte strategiche (…) tali da orientare, in assenza di adeguata valorizzazione degli effettivi bisogni ed esigenze della clientela, la propria attività di commercializzazione su specifici prodotti o categorie di prodotti (…) che maggiormente concorrevano alla realizzazione degli obiettivi economici della Banca”, si legge nella delibera.

Per quanto riguarda invece la violazione delle norme sulla valutazione di adeguatezza degli investimenti Banco Popolare “è venuto meno al dovere di dotarsi di procedure, relativamente alla profilatura dei prodotti e alla profilatura della clientela, idonee ad assicurare il corretto svolgimento della verifica di adeguatezza connessa alla prestazione del servizio di consulenza”. I numerosi disinvestimenti anticipati da parte della clientela retail, inoltre, “non sono stati frutto di un’autonoma determinazione di detta clientela e non sono stati sottoposti alla doverosa verifica di adeguatezza da parte della Banca”, aggiunge il documento. La delibera arriva a valle delle ispezioni effettuate da Consob nel gruppo veronese tra ottobre 2013 e maggio 2014.