Un folto gruppo di piccoli azionisti e obbligazionisti di Carife, la Cassa di risparmio di Ferrara, si è riunita per cercare di capire come recuperare i soldi persi dopo il decreto Salva-banche dello scorso 22 novembre che ha mandato in fumo i risparmi di molti che avevano investito nella banca emiliana, ma anche in CariChieti, Banca Etruria e Banca delle Marche: oltre 130mila persone in tutta Italia. “Qui a Ferrara sono 28mila le persone coinvolte in questa vicenda: un terzo delle famiglie della provincia”, spiega Giovanna. C’è chi come Laura ha perso 58mila euro, chi come Sabrina non sa come un giorno potrà dare una sepoltura dignitosa a sua madre per i 15 mila euro andati in fumo. Alberto ne ha persi più di 20mila. Tutti sono certi di una cosa: “Nessuno ci ha informati dei rischi che correvamo”. ConfConsumatori, che come altre associazioni sta raccogliendo adesioni per aiutare chi ha perso i soldi a riaverli tramite la mediazione obbligatoria o eventualmente tramite una causa, è fiduciosa: “Per gli azionisti, in caso di documenti non in regola, ci sono buone possibilità di recuperare il denaro o parte di esso. Per gli obbligazionisti subordinati invece – spiega l’avvocato Giovanni Franchi – ci sono ancora maggiori possibilità di riavere indietro qualcosa”