Abuso d’ufficio. Gli ex sindaci di Roma Ignazio Marino e Gianni Alemanno saranno interrogati a breve nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sui presunti illeciti legati alle procedure di nomine dirigenziali in Campidoglio in violazione del Testo Unico degli Enti Locali. Con loro nel registro degli indagati, riporta Il Messaggero, altre 58 persone tra funzionari e dirigenti e politici, alcuni ancora in carica. L’ipotesi della Procura di Roma è di aver assunto figure professionali esterne senza concorso e senza procedura pubblica. Per chiamata diretta, quindi, evitando di considerare i 23mila dipendenti già in servizio presso il Comune. Nell’ottobre del 2013 il Fatto.it aveva denunciato la crescita continua dello staff dell’ex sindaco del Pd. 

A occuparsi dell’inchiesta è il pm Francesco Dall’Olio. In dicembre il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha depositato al magistrato un’informativa in cui, oltre all’abuso d’ufficio, si ipotizza anche il reato di truffa. A cominciare dai prossimi giorni quindi comincerà la tornata di interrogatori sui compensi elargiti, in molti casi, superiori a quanto previsto dalla norma. Gli accertamenti, che hanno preso spunto la scorsa estate da un’informativa delle fiamme gialle, non coinvolgono l’attuale amministrazione guidata dal commissario Francesco Paolo Tronca. Gli inquirenti prendono in esame nomine fatte dal 2008 in poi poiché eventuali irregolarità avvenute in precedenza sono coperte da prescrizione. Per quanto riguarda la presunta truffa gli inquirenti ipotizzano siano state scelte persone in base a titoli non veritieri.

“Dell’inchiesta ho personalmente notizia solo attraverso l’elezione in domicilio che ho depositato nel dicembre scorso alla Guardia di Finanza. In realtà tutte le procedure di nomina di dirigenti esterni al Comune hanno seguito, per quello che mi risulta, le stesse identiche procedure non solo della giunta Marino, coinvolta anch’essa nell’inchiesta, ma anche delle giunte di Veltroni e Rutelli” fa sapere Alemanno. “Si tratta di procedure da sempre seguite – prosegue – in base alle norme vigente e secondo un’interpretazione unanimemente data fino ad oggi, predisposte dagli uffici e validate dal Segretario Generale. Non vedo, quindi, in ogni caso come possa essere coinvolta la mia Giunta Comunale che ha approvato atti predisposti e validati in sede tecnica”. Alemanno confida “in una rapida archiviazione del procedimento da parte della magistratura rispetto a scelte su cui è francamente impossibile intravedere un profilo penale e che comunque, lo ripeto ancora una volta, sono identiche a quelle da sempre seguite all’interno del Campidoglio”.