Roberto Giachetti si candiderà a sindaco di Roma. Il vicepresidente della Camera, che nei giorni scorsi aveva ricevuto parole di sostegno dal presidente del Consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi, ha ufficializzato la sua decisione con un video. “Ho deciso di partecipare alle primarie per il sindaco di Roma – spiega – Ci ho messo un po’ di tempo lo confesso e non solo per un pizzico di paura che credo sia naturale, ma soprattutto per una grande forma di rispetto nei confronti di un impegno che so sarà immenso, gravoso”. Nel video Giachetti si rivolge soprattutto alle periferie “dove tante persone normali devono condurre una battaglia per andare a lavorare o semplicemente a scuola. E’ la Roma che dobbiamo cambiare”. “Io ho deciso di provare a metterci del mio ma so perfettamente che Roma non cambierà mai se si delega tutto ad un’unica persona o anche a una squadra, per quanto in gamba – conclude – Roma deve cambiare anche nei suoi modi e ciascuno di noi e di voi deve sentirsi chiamato in causa per produrre questo cambiamento”.

Giachetti, deputato del Pd, parteciperà alle primarie di marzo, anche se resta da capire quali possano essere i suoi concorrenti: tra questi potrebbero esserci Roberto Morassut, un altro deputato, ma anche l’ex assessore Paolo Masini, il parlamentare Marco Miccoli o addirittura – secondo alcune fonti – la consigliera dell’Anas, renzianissima, Cristiana Alicata. Forse lo stesso ex sindaco Ignazio Marino, che resta per il momento una sorta di enigma.

In ogni caso Giachetti è il primo a spendere il suo nome in una corsa delicatissima per il Pd che esce dal disastro del mandato del sindaco Ignazio Marino. Giachetti ha avuto già il sostegno pubblico anche dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che i giornali indicavano come il “grande rivale”: “Se si candida, sosterrò Roberto Giachetti sindaco. Come ha detto Renzi, è un candidato credibile che può vincere e questo è il più importante obiettivo guida in una situazione molto difficile”. 

Giachetti, 54 anni, “romano e romanista” come ha detto Renzi, non ha mai lasciato la tessera del Partito Radicale, presa per la prima volta a 18 anni. La passione per i diritti civili e per il garantismo (ha passato Natale e Capodanno in visita per carceri), è stato eletto per la prima volta come consigliere circoscrizionale con i Verdi, finendo tra i fondatori della Margherita. Capo di gabinetto del sindaco Francesco Rutelli dal 1993 al 2001 (con compiti anche per l’organizzazione del Giubileo del 2000), è stato eletto deputato nel 2001, nel 2006, nel 2008 e alle ultime elezioni del 2013. Grande conoscitore dei regolamenti parlamentari, ha attuato diverse volte le forme di protesta radicali, in particolare lo sciopero della fame, una volta anche per chiedere le primarie del centrosinistra a Roma. Ma il caso più noto è quello dello sciopero della fame per l’abolizione del Porcellum, culminata con la mozione che Giachetti presentò alla Camera nel maggio 2013, ma bocciata dall’Aula di Montecitorio (a favore votarono solo lui e i deputati Cinque Stelle). La storia successiva racconta che il Porcellum fu poi demolito da una sentenza della Corte Costituzionale.

“Giachetti sarebbe un ottimo candidato con cui il Pd potrebbe tornare a vincere – ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini, che è anche commissario del partito a Roma – Noi vogliamo primarie vere, aperte e non solo del Pd, ma di un campo di forze più largo”. L’obiettivo di Orfini, nonostante le resistenze di Stefano Fassina, candidato sindaco di Sinistra Italiana, resta quello di organizzare per il 6 marzo primarie di coalizione. Resta da capire poi cosa farà Ignazio Marino: potrebbe ricandidarsi dentro o fuori le primarie e porre più di un problema alla strategia renziana. Per il resto, a parte i nomi dei possibili candidati democratici, dai Verdi si potrebbe fare avanti il portavoce Gianfranco Mascia. E, secondo l’Ansa, c’è chi tira in ballo, nell’ambito però di una coalizione civica, anche Bianca Berlinguer e Walter Tocci.