Ci sono voluti sette mesi, ma alla fine il verdetto è arrivato. Il referendum consultivo sui servizi educativi di Parma che ha trascinato nelle polemiche la giunta Cinque stelle di Federico Pizzarotti è stato giudicato ammissibile dalla commissione dei garanti del Comune e quindi potrà essere indetto. Il sindaco si dice soddisfatto: “E’ quello che auspicavo – ha commentato – ogni iniziativa volta a portare i cittadini ad esprimersi su questioni di interesse collettivo sarà sempre vista in modo favorevole dalla mia amministrazione”. Non dello stesso avviso però sono famiglie ed educatori che hanno lottato per questo risultato, ma che attendevano la risposta prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Al centro del quesito referendario depositato dal comitato AttivarSi per l’infanzia lo scorso maggio c’era infatti la parziale esternalizzazione di alcune strutture scolastiche, ma mentre si attendeva il parere della commissione, i servizi degli istituti interessati sono già stati riorganizzati e assegnati con regolare contratto. “Ci sono voluti solo 211 giorni, 3 commissioni, passaggio di consegne ed altri episodi da chiarire per sapere che… il quesito referendario è ammissibile – commenta il comitato su Facebook – Dopo 3 mesi che l’anno scolastico è iniziato. Dopo che le educatrici sono cambiate, alcune sezioni chiuse, altre hanno cambiato gestione. Pizzarotti esulta per il risultato, come criticarlo, d’altronde questo è il tipo di partecipazione che piace a lui: chiedere conto ai cittadini quando l’opinione è puramente pro forma, come sapere se una panchina piace oppure no”.

Sul ritardo della soluzione la minoranza in consiglio comunale aveva presentato un esposto al difensore civico regionale, che a sua volta aveva imposto la comunicazione di un giudizio entro la fine del mese di novembre 2015. La decisione è arrivata pochi giorni dopo la scadenza con una nota stampa del Comune, quando già il comitato di genitori e educatori aveva convocato per giovedì 3 dicembre una conferenza (poi annullata) per chiedere conto della situazione ancora in sospeso.

“Il referendum – si legge nella nota dell’amministrazione – chiede ai cittadini di esprimersi sul fatto se vogliono ‘che il Comune di Parma mantenga la gestione diretta di tutte le scuole dell’infanzia comunali che il Comune stesso ha gestito direttamente nell’anno scolastico 2014 – 2015’, espressamente citate nel quesito. Al riguardo – continua il documento – la commissione stessa ha acquisito una comunicazione del dirigente del servizio, che dichiara che delle 13 scuole dell’infanzia indicate nella proposta referendaria 12 sono state mantenute a gestione diretta del Comune”. La questione dunque, per il Comune, riguarderebbe una sola struttura. Ma i tempi dilatati con cui è arrivata l’ammissibilità del referendum, lascia aperte molte incognite. “La risposta arriva con sette mesi di ritardo e ha degradato, come aveva già fatto notare il difensore civico, il valore stesso del referendum – punta il dito il capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio – La notizia poi è stata data a mezzo stampa e non al soggetto interessato, come un’azione propagandistica. Chiederemo i verbali delle sedute di commissione e anche cosa si pensa di fare ora”. La commissione infatti ha specificato che la delibera con cui sono state assegnate le convenzioni nelle scuole, successiva alla proposta referendaria, non compromette l’ammissibilità del referendum. Ma Dall’Olio non è convinto che si possa passare sopra a un contratto in essere: “Se c’è già un contratto per quella struttura, sarebbe revocabile nel caso i cittadini si esprimessero contro l’esternalizzazione? Bisogna averne la certezza, perché se non lo fosse, sarebbe inutile spendere soldi pubblici per un referendum che non porterebbe alcun cambiamento”.

La commissione ha anche suggerito di armonizzare il regolamento sui referendum (che risale al 1996) allo Statuto del 2014, come era stato indicato anche dal difensore civico. “Dopo che le educatrici sono cambiate, alcune sezioni chiuse, altre hanno cambiato gestione. Siamo noi che abbiamo fermamente voluto che a giudicare l’ammissibilità di un referendum fosse una commissione terza composta da tecnici di alto profilo – ha commentato ancora Pizzarotti – E’ un risultato importante per la politica parmigiana, forse unica in Italia ad attuare questo sistema di consultazione. Colgo anche l’occasione – ha concluso il sindaco – per recepire il consiglio della Commissione: il regolamento sul referendum verrà reso ancora più semplice nella formulazione del suo procedimento. Ci metteremo al lavoro per questo”.