Livorno, non solo emergenza rifiuti e polemiche infuocate sul caso Aamps: nei giorni scorsi la giunta grillina guidata da Filippo Nogarin ha infatti compiuto importanti passi avanti per il lancio del reddito minimo di cittadinanza e per lo sbarco a “Coop-town” (come nel 2011 definì polemicamente Livorno l’allora consigliere regionale Pdl Marco Taradash) dopo anni di infuocate polemiche del marchio Esselunga. “Il M5s sta cambiando Livorno” ha scritto nei giorni scorsi dal suo blog Beppe Grillo, proprio mentre a Livorno stava scoppiando il caos Aamps: “In questo contesto – accusava il comico – passa sotto silenzio l’accordo concluso da Nogarin con Esselunga e che il Comune sta per avviare un reddito di cittadinanza utilizzando i soldi che ha scelto di non tagliare con le manovre lacrime e sangue che pretende il Pd”.

Il progetto sperimentale di un “reddito minimo di dignità” prevede uno stanziamento di circa 300mila euro da destinare per sei mesi – tramite bando – a un centinaio di famiglie che si trovano in difficili condizioni economiche: ogni mese una famiglia potrà insomma disporre di 500 euro per fare la spesa, pagare l’affitto o bollette, oppure ripianare debiti. Il progetto ha recentemente incassato il via libera in commissione consiliare: l’ok definitivo del consiglio comunale dovrebbe arrivare a breve. “Stiamo ultimando il bando – spiega a ilFattoQuotidiano.it l’assessore al sociale Ina Dhimgjini – tutto dovrebbe esser pronto entro Natale. Si tratta di una sperimentazione semestrale: la speranza è che si possa riproporre il progetto magari attingendo anche a contributi regionali, ministeriali o europei”. L’assessore precisa: “Stiamo parlando di un progetto condiviso dalla giunta realizzato grazie ai fondi del settore sociale: nessuna spesa aggiuntiva”. I beneficiari delle risorse verranno scelti in seguito alla composizione di una specifica graduatoria allestita sulla base di precisi requisiti (numero dei componenti del nucleo familiare, età, l’Isee, il beneficiare o meno di ammortizzatori sociali, ecc): “Dietro all’erogazione di un contributo dev’esserci ovviamente un’evidente e chiara utilità sociale per la famiglia”. 

Il Movimento 5 Stelle ha fatto un decisivo passo avanti anche in vista dell’apertura a Livorno di un supermercato Esselunga. La giunta ha infatti approvato una delibera con cui si avvia il procedimento per la variante urbanistica che dovrà modificare la destinazione d’uso dell’area su cui sorgerà la grande struttura commerciale (4mila metri quadri di vendita e 700 parcheggi pubblici), un’area non più utilizzata da 15 anni di cui Esselunga è proprietaria dal 2003. Il patron Bernardo Caprotti (autore di Falce e carrello in cui denuncia ostacoli allo sbarco del suo gruppo nelle regioni “rosse”) attendeva questo momento da più di un decennio: le precedenti amministrazioni infatti non gli avevano mai concesso il via libera. E’ proprio a tal proposito che Grillo parla di “cortina di ferro Pd-Coop“. L’apertura del punto vendita è prevista per fine 2017 e dovrebbe portare sul territorio circa 200 posti di lavoro: una vera e propria boccata d’ossigeno per una città messa in ginocchio da una grave crisi occupazionale. “Dopo un vergognoso ostruzionismo durato 14 anni – ha dichiarato Nogarin al Corriere della sera – finalmente il grande supermercato arriva a Livorno. Credo che anche questo sia un atto di democrazia”.