Chiedere scusa a Oriana Fallaci? No. Era una grandissima scrittrice, ma non una grande giornalista, perché aveva un rapporto con la verità piuttosto soggettivo“. Così il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, durante Otto e mezzo (La7), replica ad Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, che invoca la richiesta di scuse alla scrittrice fiorentina, scomparsa nel 2006. “Non c’era un intervistato di Oriana Fallaci che si riconoscesse nelle interviste” – spiega Travaglio – “perché lei intervistava sempre se stessa. Scriveva sicuramente da Dio, il che l’autorizzava a dire anche delle cose molte iperboliche, come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d’Elsa, l’avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l’errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice. Lei” – continua – “individuava come via per uscire da questo incubo del terrorismo la guerra di civiltà. Purtroppo è stata presa in parola. Blair ha anche chiesto scusa per la Guerra del Golfo e, scoperchiando il vaso di Pandora in Iraq, con quelle due guerre sciagurate, che erano esattamente nella linea Fallaci, ci sono stati un milione di morti civili e si sono decuplicati gli attentati in tutto il mondo. Deve chiederci scusa chi le ha fatte quelle guerre, come Bush, Berlusconi, quelli del centrosinistra che hanno confermato le missioni, perché oggi siamo 10 volte più insicuri e minacciati di 15 anni fa”. Sallusti ribatte: “Grazie a quelle guerre Al Qaida non è più una minaccia per il mondo come prima. Sulla guerra in Iraq si può discutere all’infinito, è ovvio che non si può esportare la democrazia, soprattutto in una civiltà che è ferma al Medioevo rispetto alla nostra“. Insorge la conduttrice Lilli Gruber: “Non è proprio così in Iraq”. “Una civiltà dove una donna non può guidare perché sei donna è al Medioevo”, controbatte il direttore de Il Giornale. “L’Iraq non c’entra assolutamente niente” – replica Gruber – “tu parli dell’Arabia Saudita, alleato preziosissimo degli Usa da sempre e anche dell’Occidente“. Il battibecco, che coinvolge anche la filosofa Gloria Origgi sul presepio come simbolo dei valori occidentali, dura per qualche minuto. Travaglio analizza poi l’ipotesi di un intervento militare dell’Italia in Siria e si sofferma sulla gestione del fenomeno migratorio in Italia: “Qui c’è la classica sottovalutazione della sinistra nei confronti dei problemi della sicurezza e dell’intelligence. Dall’altra parte ci sono quelli, come Salvini e tanti altri, che pensano di combattere il terrorismo in tv tutte le sere, insultando gli immigrati, soprattutto musulmani. La soluzione? Fare le cose serie. Scremare i clandestini, mandarli via, ma farlo veramente, non come facciamo da 20 anni. Quelli di cui non si sa il nome vanno identificati” – prosegue – “e quelli che hanno diritto di stare qui li trattiamo bene“. “Stai dicendo cose di destra che sottoscrivo completamente”, replica Sallusti. “Non so se sono di destra o sono di sinistra” – spiega Travaglio – “negli Stati seri funziona così. Credo che il califfo al-Baghdadi stia tifando per coloro che, vomitando ogni sera insulti contro gli islamici e gli immigrati, gli regalano gratis decine di migliaia di potenziali adepti i quali, prima o poi, a furia di essere trattati a pesci in faccia e a calci nel sedere, scopriranno che qui per loro non c’è nulla da perdere. E quando uno non ha niente da perdere, può addirittura arrivare al punto di voler farsi esplodere in un ristorante, in una sala concerto o in uno stadio”