Le étoiles Roberto Bolle e Svetlana Zakharova saranno sul palco insieme al corpo di Ballo del Teatro alla Scala e all’Orchestra diretta da David Coleman per la prima del balletto ‘L’histoire de Manon’. Che domani però, giovedì 12 novembre, andrà in scena con “scenografia e luci ridotte” a causa di uno sciopero indetto dalla Cgil. In una nota il teatro milanese ha fatto sapere di essere “spiacente per il disagio” ma allo stesso tempo spiega di avere “ritenuto prioritario che fosse in ogni caso garantita al pubblico la possibilità di assistere allo spettacolo”.

Al centro delle proteste del sindacato la revisione dell’organico dei tecnici di palcoscenico del teatro, per cui la segreteria Slc Cgil Milano-Rsa Cgil Scala ha proclamato un pacchetto di 24 ore di sciopero, di cui le prime otto verranno effettuate giovedì. “La delegazione Cgil – spiega il sindacato – ha chiesto che vi fosse l’assunzione immediata di lavoratori da impiegare nei reparti macchinisti, meccanici, elettricisti e attrezzisti per il 2016. Questo perché la sola forza lavoro della squadra trasporti, che la direzione ha deciso di riqualificare in palcoscenico e composta da 11 lavoratori, non è ritenuta da noi sufficiente”. In particolare, prosegue, “siamo molto preoccupati che una parte delicata del lavoro da loro svolto nei magazzini di Pero, sia nei fatti quasi completamente demandata a forze lavoro esterne”.

Tra le richieste dell’organizzazione anche “un adeguamento dell’organico presso i laboratori Ansaldo e su questo la direzione ha ritenuto di prevedere l’assunzione di 6 lavoratori a tempo determinato oltre a 13 persone che verranno impiegate in più reparti; è anche prevista, su richieste sindacali, l’assunzione di 25 persone per il corpo di ballo“. Infine “per quanto riguarda il turn over sulla attuale forza lavoro, dopo le aperture del Sovrintendente, che ha mostrato un atteggiamento saggio nel corso della trattativa, parti della Direzione hanno oggi espresso posizioni diverse: noi sosteniamo che il turn over debba essere applicato alla forza lavoro reale e non a quella prevista dal Ministero, ferma al 1998“.