La Corte costituzionale spagnola ha deciso all’unanimità di dichiarare ricevibile il ricorso del governo del premier Mariano Rajoy e di sospendere in forma cautelare la mozione con la quale il Parlamento di Barcellona ha dichiarato lunedì aperto il processo verso l’indipendenza della Catalogna. Ora i giudici costituzionali hanno 5 mesi per pronunciarsi sul merito della questione.

Il documento, che è stato presentato in mattinata dall’avvocato generale dello stato spagnolo Marta Silva, chiede l’immediata sospensione della mozione e avverte il presidente catalano Artur Mas e la presidente del Parlament Carme Forcadell che rischiano di essere sospesi per “disobbedienza” se non si piegheranno alle decisioni della Consulta spagnola.

Dopo una riunione straordinaria del governo sulla crisi catalana, Rajoy ha avvertito che non permetterà che si rompa l’unità della Spagna. “Non possiamo permetterlo. Io – ha avvertito – non lo permetterò”. Il premier spagnolo, che ha definito contraria alla costituzione la mozione approvata dal Parlament di Barcellona, ha aggiunto, parlando dei dirigenti catalani, che non accetterà che “alcuni signori liquidino le norme di convivenza che ci siamo dati tutti insieme”.

Rajoy ha anche chiarito che il suo esecutivo “agirà con fermezza” se il governo e il parlamento di Catalogna non rispetteranno le decisioni che prenderà la corte costituzionale spagnola. “Non si deve avere il minimo dubbio che lo farà” ha insistito.  I partiti secessionisti hanno però avvertito che potrebbero non obbedire alle decisioni delle “istituzioni spagnole, e in particolare della corte costituzionale”, ritenuta “delegittimata“.

Pablo Iglesias, leader di Podemos, ha annunciato la convocazione di un “immediato referendum” ufficiale e “politicamente vincolante” sulla indipendenza per risolvere la grave crisi politica fra la Catalogna e Madrid. Iglesias ha definito “goffa, miope e codarda” la decisione del premier spagnolo Mariano Rajoy di rivolgersi alla Corte Costituzionale.

Il governo di Madrid ha sempre impedito la tenua di un referendum vincolante sull’indipendenza in Catalogna. Mas è stato incriminato per “disobbedienza” per avere convocato un referendum solo indicativo il 9 novembre 2014. I secessionisti, vincitori delle elezioni-plebiscito del 27 settembre, affermano che la maggioranza della popolazione catalana vuole l’indipendenza, i partiti “spagnolisti” affermano il contrario.

Podemos non ha aderito al patto contro l’indipendenza della Catalogna degli altri tre grandi partiti spagnoli, Pp, Psoe e Ciudadanos. “Mi spiace vedere Pedro Sanchez e Albert Rivera (leader di Psoe e Ciudadanos, ndr) rinchiudersi in un bunker con Rajoy” ha detto Iglesias. Secondo il leader di Podemos la risposta ‘giudiziarià di Madrid alle spinte indipendentiste di Barcellona “getta benzina sul fuoco” della crisi.