La storia nella storia delle mazzette sui condoni e le pratiche edilizie di Capri – sospeso e sottoposto al divieto di dimora il funzionario dell’Ufficio Tecnico Mario Cacciapuoti – è il filone parallelo delle indagini dei carabinieri su se stessi. I militari del Noe di Sergio De Caprio hanno a lungo intercettato e spiato Michele Sansonne, comandante della Stazione di Capri. Sansonne è indagato per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio in concorso con l’imprenditore Francesco Giuliano Verardi, socio di riferimento della Capri Cruise, una società di navigazione locale.

Negli atti sono state riversate le trascrizioni dei colloqui in ufficio di Sansonne con il capitano della Compagnia di Sorrento Leonardo Colasuonno (estraneo alle indagini, la Compagnia di Sorrento sovrintende anche la Stazione dell’isola azzurra) e le dichiarazioni testimoniali del vice comandante di Capri Leo Bufo (anche lui non indagato) e di altri carabinieri. Verbali che hanno fatto emergere anomalie nella gestione della stazione di Capri e una ulteriore accusa contro Sansonne: avrebbe succhiato corrente elettrica a spese dell’Arma attraverso un allaccio abusivo del suo alloggio alla cabina generale. Sul punto il Gip di Napoli Ludovica Mancini ha rimesso gli atti, ritenendo il presunto reato di competenza del tribunale militare. Ma ha sospeso per un anno Sansonne, ritenendo sufficientemente fondate alcune delle ipotesi di corruzione emerse dall’inchiesta coordinata dai pm Henry John Woodcock, Giuseppina Loreto e Celestina Carrano, magistrati del Pool Mani Pulite guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino.

Da mesi Sansonne non ricopre più l’incarico di comandante dell’isola. L’Arma lo ha trasferito a Firenze, alla Scuola dei Marescialli. Lì è stato perquisito nella mattinata del 7 novembre. E’ la seconda perquisizione che subisce. La prima avviene il 21 gennaio 2015, ed è antecedente al trasferimento. Quel giorno il maresciallo si sfoga a lungo con il suo capitano. E’ il giorno in cui Sansonne legge il decreto e apprende i contorni precisi di un’accusa della quale fino a quel momento aveva solo fiutato l’odore: aver aiutato un imprenditore amico, Verardi, nella sua battaglia legale contro l’amministrazione di Capri e un’ordinanza del sindaco Ciro Lembo che ha aperto il campo alla concorrenza della Capri Cruise, in cambio dell’assunzione della figlia nel “St. Giles Hotel” di Londra e altri piaceri. Sansonne si è sfogato con il capitano anche pochi giorni prima, il 17 dicembre 2014.

Sa che gli investigatori mandati dalla Procura si muovono intorno a lui. Sa, e lo dice, che poche settimane prima il Noe ha interrogato un’amica della figlia, facendole domande sulla sua assunzione a Londra e se conosceva Verardi. Nei due colloqui tra il maresciallo e il suo superiore diretto, prima e dopo la perquisizione, finiscono una serie di apprezzamenti pesanti di Sansonne su altri esponenti del corpo. Tensioni e scorie di un ambiente di lavoro come un altro, solo che i lavoratori in questo caso indossano divise, gradi e stellette. E prestano un giuramento di fedeltà. La cimice registra Sansonne mentre esterna al capitano l’irritazione verso un maresciallo del Noe, si lamenta “dei veleni sull’isola”, appella “figlio di una troia puttana” e “pezzo di merda” il vicecomandante di Stazione, ricostruisce come il comandante provinciale dell’epoca dei Carabinieri sia intervenuto nel rimuovergli un maresciallo: “E’ stato un uomo”. Sansonne pare sentire il vento della Procura in arrivo: “A me mi preoccupa Woodcock perché Woodcock è un magistrato che se sente a sommarie informazioni due persone e poco poco vanno leggermente in contrasto le dichiarazioni di due persone…lui unisce e fa l’avviso di garanzia…io per questo sono preoccupato, per il resto non sono preoccupato di niente, mi possono scannerizzare dalla testa ai piedi!!”.

Il comandante dei carabinieri viene intercettato a partire dal 24 maggio 2014. E’ la conseguenza di una testimonianza del vicecomandante Bufo di quattro giorni prima. Bufo collega i rapporti stretti tra Sansonne e l’ufficio tecnico comunale coi lavori eseguiti dall’Utc nell’alloggio di servizio. Poi aggiunge: “Circa un mese fa il Comandante Sansonne mi ha riferito di avere appreso che Costantino Federico era stato sentito in Procura dal dott. Woodcock in ordine a fatti emersi da intercettazioni telefoniche e che quindi lui, il Comandante, aveva la certezza che vi fossero state e potessero essere ancora in corso intercettazioni telefoniche su funzionari comunali ed anche sul vicesindaco Marino Lembo. Sicuramente era preoccupato ed ipotizzava che anche lui potesse essere stato intercettato”. Invece non lo era ancora.

“Inoltre, proprio ieri sera il Sansonne, che già era in ferie, mi ha raccomandato di fare attenzione sia alle comunicazioni telefoniche che alle conversazioni nell’ufficio tecnico comunale, qualora mi ci fossi recato, ed in particolare con l’ing. Rossi e l’architetto Cacciapuoti in quanto era venuto a conoscenza, senza dirmi da chi lo avesse saputo, che era in corso un ‘attività di indagine relativa ad una pratica edilizia sulla proprietà di un certo Reale, il quale per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione, affidati alla ditta Castellano aveva dovuto corrispondere dei soldi, senza precisarne l’ammontare, all’architetto Cacciapuoti, per il tramite di Castellano. Mi ha anche riferito che l’’architetto Cacciapuoti aveva rifiutato tale somma”.

Sono i dettagli delle indagini culminate nella sospensione di Cacciapuoti. I due filoni d’inchiesta si sfiorano senza intersecarsi. Sansonne è accusato di aver passato a Verardi le copie di informative ancora coperte da segreto e relative a indagini sui permessi provvisori di navigazione nell’isola. Verardi è un imprenditore della navigazione impegnato in una battaglia legale contro le ordinanze dell’ex sindaco Ciro Lembo. Il comandante confida all’amico di aver preparato una comunicazione di reato per abuso d’ufficio proprio contro Lembo. Con procedura d’urgenza. Che in passato – dice un carabiniere a verbale – è stata adoperata solo per un uomo accusato di pedofilia.

“Altrimenti le informative contro ignoti vengono prese alla leggera” dice Sansonne, che poi si informa sul nome del pm del fascicolo, lo ottiene, sollecita una rapida trattazione, chiama la segreteria. In una conversazione con Verardi del 22 settembre 2014, il comandante gli spiega nel dettaglio come sta investigando, gli rivela di aver denunciato 22 persone appartenenti a società in concorrenza con la Capri Cruise “per pericolo della navigazione, non potevano andare con le lance sotto le navi da crociera…” e poi lo rassicura: “Franco, non ho nessun motivo… ma manco se mi uccidono perché tu c’hai nelle mani, in questo momento, indipendentemente da tutto…c’hai nelle mani il mio bene più prezioso e non c’è prezzo, non c’è …stai tranquillo, questa è la mia priorità …”. Secondo i pm, è la prova che Sansonne sta agendo così per avere in cambio aiuto per la figlia. E’ lei “il bene più prezioso” e da qualche tempo Verardi la sta aiutando, tramite amici inglesi, nel suo percorso lavorativo e formativo a Londra.