Giornata storica per il Paese della Mezzaluna: 54 milioni di turchi si presenteranno oggi alle urne per votare una delle elezioni più importanti della storia turca. Le urne si sono aperte alle sei del mattino ora locale. Il voto si svolge in un clima molto teso dovuto alle crescenti tensioni terroristiche, all’incertezza politica e alla dura repressione nei confronti della stampa. Si è già registrata l’affluenza record del voto estero: su quasi tre milioni di aventi diritto, il 43% ha già espresso il proprio voto, con un aumento di otto punti rispetto a giugno. I seggi si chiuderanno alle 17 ore locali. Il ritorno alle urne si è reso necessario per lo stallo seguito alle elezioni del 7 giungo scorso: quando per la prima volta dal 2002 il partito di Erdogan, l’Akp, non è riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento. Concluse senza successo le trattative per formare un governo di coalizione, Erdogan ha indetto elezioni anticipate. A giugno, oltre all’Akp altri tre partiti sono entrati in parlamento: il socialdemocratico Chp, il nazionalista Mhp e per la prima volta il partito filo-curdo Hdp. E’ l’Hdp il partito rivelazione delle ultime consultazioni elettorali. Quelle di oggi sono le seconde elezioni politiche in meno di cinque mesi.

Le previsioni di voto: vittoria senza maggioranza
Secondo gli ultimi sondaggi, gli unici due partiti che cresceranno (rispetto alle ultime elezioni), – senza però permettere all’Akp di raggiungere la maggioranza assoluta- sono l’Akp e il partito Kemalista Chp. Perderà, secondo i sondaggi, qualche punto di percentuale il partito nazionalista Mhp, mentre rimarrò stabile il partito filo-curdo Hdp. La Turchia torna dunque al voto in un clima che non era così teso da decenni: con la guerra ancora in corso nella vicina Siria, il violento conflitto- riacceso negli ultimi mesi- con i curdi del Pkk nel Sudest del Paese, le discussioni in corso con l’Ue sulla quesito dei rifugiati (solo in Turchia ci sono 2 milioni di rifugiati siriani) e la minaccia terroristica dell’Isis.Tre attentati hanno scosso il Paese: quello del 5 giugno a un comizio dell’Hdp a Diyarbakir; l’attacco kamikaze del 20 luglio a Suruc vicino al confine con la Siria e quello dello scorso 10 ottobre alla marcia per la pace ad Ankara, quest’ultimo il peggiore attentato della storia della Turchia.

La tensione al seggio
Il clima rimane molto teso e diverse organizzazioni civili monitorano le elezioni per prevenire che si siano irregolarità durante il voto. Uno dei centri più attivi, Oy ve Ötesi (‘Voto e Oltre’), controlla oggi i seggi in 43 provincie in Turchia con oltre 70 mila volontari. La campagna che hanno portato avanti, con successo, in queste ultime settimane si chiama ‘#c’è bisogno di osservatori’, molto seguita anche sui social media, specialmente su Twitter. Vi hanno aderito molte personalità di spicco, tra attori a personaggi televisivi.

La tensione è tangibile, si temono molte irregolarità. I partiti di opposizione puntano il dito contro l’Akp perché, scendono molti, Erdogan potrebbe fare di tutto per cercare di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento. Intanto il Presidente ha lanciato, nelle ultime ore, un monito ai media internazionali: “Pensate alle elezioni nei vostri Paesi”, così ha risposto in un comizio agli attacchi sulla libertà di stampa in Turchia. Il portavoce dell’Hdp, Ayhan Bilgin, ha già ieri denunciato alcune irregolarità: “alcune persone che dovevano controllare i seggi sono state prese di mira dalla polizia. Specialmente in diverse province considerate critiche, alcuni nostri membri responsabili dei voti sono stati arrestati.” Bilgen ha inoltre espresso una forte preoccupazione riguardo il trasporto dei voti a seggi chiusi.

“Vigilare sugli scrutini”. L’allarme delle opposizioni
Altri partiti dell’opposizione fanno sentire la loro voce ed esternano le loro preoccupazione. Il partito degli ultra nazionalisti, Mhp, ha annunciato la presenza di 500 mila membri del partito per controllare la validità e sicurezza durante il voto di oggi. Anche il deputato del partito repubblicano Chp ha dichiarato “chiediamo ai nostri cittadini di segnalare ogni tipo di stranezza che riscontrano durante il voto”. Il leader del partito filo-curdo Demirtas ha da poco dichiarato: “spero che i risultati di queste elezioni saranno vantaggiosi per tutti noi. Il Paese desidera pace e serenità più che mai. E’ stato un periodo di campagna elettorale dura e travagliata. Purtroppo abbia perso anche molte vite” Queste le parole pronunciate subito dopo il voto. La domanda che in molti si chiedono è se Erdogan accetterà o meno il risultato di queste elezioni. La risposta si saprà nelle prossime ore.