Raffaele Sollecito contro il sistema carcerario italiano. Dal congresso dei Radicali di Chianciano Terme (Siena), il 31enne pugliese ha affermato: “Il carcere rende dei vegetali, perché esistono condizioni assurde e inumane, ed è una scuola di reclutamento per la mafia“. Sollecito, dopo una vicenda giudiziaria durata otto anni per l’omicidio di Meredith Kercher, con l’assoluzione in Cassazione del marzo 2015 è tornato un cittadino libero. Nella sua nuova vita, oltre a un’attività imprenditoriale, si è anche iscritto al partito di Pannella ma il suo obiettivo non è la politica: “Ho un obiettivo sociale”, ha detto ai giornalisti arrivando al congresso, “far conoscere come funzionano le cose nel nostro Paese. Non ho alcuna voglia di entrare in politica e fare politica”. Poi si è rivolto direttamente al presidente della Repubblica: “Ho fatto appello a Sergio Mattarella, affinché possa fare luce sulle responsabilità di chi ha sbagliato, distruggendomi l’esistenza”.

Sollecito ha criticato non solo il momento della detenzione ma anche il “dopo”: “I detenuti, quando escono, si ritrovano isolati nella società – ha spiegato – Non ci sono politiche di reinserimento. Durante la detenzione si è abbandonati e, una volta usciti, il detenuto non ha alcuna possibilità di affacciarsi a una società che lo rifiuta. Una volta finita la detenzione, queste persone che vengono a trovarsi rifiutate dalla società nella stragrande maggioranza dei casi sono portate a riaffacciarsi a chi li ha aiutati in carcere, che sono i criminali e i mafiosi”.

Il 31enne si è poi scagliato contro l’informazione italiana: “Sulla mia pelle e a mie spese – ha raccontato – ho capito che le tv e i giornali raccontano una realtà che non esiste, una realtà ovattata di ciò che accade nel sistema giudiziario, nei tribunali, nelle carceri e nelle famiglie coinvolte, siano esse di vittime o di imputati. Voglio far aprire gli occhi alle persone facendo informazione vera”.

Sulla sua vicenda giudiziaria ha parlato anche il suo legale, Luca Maori, che sta preparando una richiesta di risarcimento per ingiusto carcere: “Il massimo previsto”, ha detto, “è 516mila euro, ma i danni subiti da Raffaele sono enormemente maggiori. E’ per questo che stiamo valutando anche altre strade, che ben presto verranno rese note”.