Sfiduciato dal suo stesso partito per una frase contro il vescovo. A Reggio Emilia Dario De Lucia, giovane consigliere comunale del Pd eletto nella maggioranza del sindaco Luca Vecchi, è finito nell’occhio del ciclone per essersi schierato contro monsignor Massimo Camisasca, a capo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, sulla teoria del gender. Al centro delle polemiche è un’affermazione che il consigliere, 27 anni e da sempre attivo nella difesa dei diritti lgbt, ha postato su Facebook, rispondendo ad alcuni cittadini sul tema. “La religione non deve entrare nella sfera pubblica – aveva scritto De Lucia – Il gender è una teoria farlocca inventata da frange conservatrici e estremiste che non sanno più come spaventare e tenere uniti i propri fedeli per contrastare la conquista dei diritti lgbt. Le Sentinelle in piedi, Forum della famiglia e vescovo Camisasca sono un bel moloch di conservazione e propagatori di odio. Io amo i cattolici quando sono laici e progressisti, sono quelli conservatori e fanatici che mi piacciono meno”. Il passaggio che riguarda il vescovo e che lo associa al termine “moloch di conservazione e propagatori di odio” però, ha fatto scoppiare un terremoto politico, finito addirittura sui banchi del consiglio comunale. E ora De Lucia rischia di giocarsi il posto nel Pd.

Dopo la diffusione della notizia, nei giorni scorsi, prima al consigliere sarebbe arrivato l’invito informale a scusarsi con il monsignore. Poi, quasi nell’immediato, è stato il Pd cittadino a prendere ufficialmente le distanze dalle sue dichiarazioni: “E’ inaccettabile che il confronto e la polemica scadano in argomentazioni offensive verso sua eccellenza il vescovo di Reggio e Guastalla – recitava una nota del segretario cittadino Mauro Vicini – Il Partito democratico della città di Reggio Emilia stigmatizza le dichiarazioni che il consigliere Dario De Lucia ha rivolto al vescovo e comunica che le stesse non sono rappresentative del gruppo Pd in consiglio comunale”. La questione interna al Pd si è poi trasformata in un affare pubblico con una mozione d’urgenza presentata in sala Tricolore dal gruppo di Forza Italia, che puntava il dito contro il comportamento del consigliere esprimendo solidarietà al vescovo: il documento è passato e a votarlo, oltre a Forza Italia, Lega e liste civiche, sono stati anche tre consiglieri del Pd, mentre il resto del gruppo si è astenuto insieme al M5S, e solo Sel ha espresso contrarietà. De Lucia è dunque stato messo all’angolo dal suo stesso partito, e la sua posizione ora è in bilico. “Non mi aspettavo una situazione del genere” ha detto a ilfattoquotidiano.it, senza volere aggiungere altro alla questione.

Il consigliere, che fa parte della direzione provinciale del Pd, ha fatto sapere che scriverà al vescovo e gli chiederà un incontro per confrontarsi con lui su gender, nuovi diritti e istruzione dei bambini. Ma il chiarimento dovrà esserci prima di tutto con il Partito democratico. Nei prossimi giorni De Lucia parlerà con il sindaco Vecchi e manderà una lettera al segretario provinciale del partito Andrea Costa per chiedere di esprimersi sulla vicenda. “C’è stato un silenzio assordante – scrive sul suo blog – voglio capire la posizione del Pd provinciale sulla teoria del gender e su chi porta avanti questa”. Nella sua difesa De Lucia ha spiegato le motivazioni che stanno alla base della sua posizione, riportando interventi del vescovo Camisasca a favore delle Sentinelle in piedi e della famiglia tradizionale. “Io al vescovo, alle Sentinelle in Piedi e al Forum della Famiglia ho dato un giudizio politico perché loro hanno sollevato più volte un tema politico: la falsa teoria del gender porta discussioni sui diritti lgbt, le famiglie italiane e le politiche scolastiche – ha spiegato, ripercorrendo la vicenda – Non mi interesso di fatti di religione, io sono ateo, ma mi interesso dei fatti che riguardano la mia comunità e prendo posizione anche se una persona ha ‘Sua Eccellenza’ davanti al nome”.

Per il giovane eletto inoltre è grave che in consiglio non si sia voluto discutere del tema, cioè della teoria del gender, ma “soffermarsi in una difesa del vescovo per riverenza, decontestualizzando le mie parole. Viene prima la carica di una persona o i diritti di tante altre? Se questa esprime opinioni discriminanti, non abbiamo il diritto e il dovere di farlo notare e chiedere spiegazioni? – si chiede De Lucia – Io ho scelto da tempo da che parte stare: non si combatte l’omofobia e la conservazione stando in silenzio. Non riconoscerò mai la libertà di discriminare delle persone”.