Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge di Stabilità che ora è al Senato dove comincerà il suo iter parlamentare. Lunedì mattina il presidente del Senato, Pietro Grasso, che l’ha ricevuto oggi dopo la firma del Quirinale, invierà il testo alla commissione Bilancio per il parere preliminare. La commissione è convocata per martedì mattina. Sempre martedì, alle 12, si riunirà la capigruppo di palazzo Madama. Sarà quella la sede in cui si definirà il calendario dell’esame del provvedimento. Lo riferiscono le agenzie di stampa dopo che nei giorni scorsi si era infittito il mistero sull’iter della manovra che in teoria avrebbe dovuto essere arrivata a Bruxelles nella sua versione definitiva ben dieci giorni fa, un arco di tempo, però, nel quale si sono susseguite le indiscrezioni sulle diverse versioni della finanziaria che sarebbero state stese nel frattempo.  La legge di Stabilità sarà inviata domani mattina

Intanto, davanti alle telecamere di In mezz’ora, l’ex premier Mario Monti è tornato ad attaccare la manovra del tandem Renzi-Padoan. “Questa è una manovra che guarda al consenso verso chi governa, piuttosto che all’interesse nazionale del medio periodo, il che è un po’ paradossale visto che non ci sono contendenti”, ha detto il professore spiegando che ormai in diversi Paesi europei anche lontani dalle elezioni ci si muove in ottica da campagna elettorale. A Monti la legge di Stabilità presentata dal governo non piace “completamente” perché presenta “minor prudenza” di quella necessaria rispetto ad un disavanzo “che potrebbe non diminuire quanto possibile e a quanto ci veniva raccomandato”. Il senatore a vita ha espresso anche “perplessità” sulle misure per la casa e quella per il contante.

Si era invece concentrata su una spending review troppo debole e sull’innalzamento del deficit la critica dell’agenzia di rating Fitch di venerdì notte. “Nonostante la spesa pubblica dovrebbe far registrare un andamento in linea di massima piatto quest’anno, la debolezza crescente degli obiettivi di spending review evidenzia i vincoli politici sotto i quali sta lavorando il governo”, spiegava una nota che ha ribadito come la legge di Stabilità si concentra sul taglio delle tasse. “La riforma della spesa contenuta nella legge di stabilità approvata dal Consiglio dei ministri per il 2016 è meno ambiziosa dei precedenti piani del governo”, sottolineava ancora Fitch notando come l’innalzamento degli obiettivi di deficit, mentre può sostenere la crescita, danneggia “le credenziali” del governo sul fronte del taglio del deficit stesso. L’agenzia, in ogni caso, ha lasciato invariato il rating dell’Italia, che resta a BBB+ con un outlook stabile. Ma ha suonato ancora una volta l’allarme legato a un debito pubblico troppo elevato e a una crescita ancora troppo debole. Due fattori che lasciano l’Italia “altamente esposta a potenziali shock avversi“.