L’azione di vigilanza della Banca d’Italia “è preziosa e fondamentale” e gli istituti di credito devono, per recuperare la fiducia persa e necessaria al buon “funzionamento dei mercati”, attuare “una sempre maggiore attenzione alla trasparenza e alla correttezza sostanziale dei comportamenti” oltre che sostenere la ripresa economia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un incontro con i membri dell’Institut International d’Etudes Bancaires, affronta il tema centrale della caduta di fiducia delle banche a causa della crisi e delle “condotte azzardate” di alcuni istituti e sembra voler lanciare, pur senza citarlo, un messaggio di fiducia a Ignazio Visco.

Un riconoscimento pieno del ruolo e dell’azione della banca centrale che, dopo l’iscrizione nei giorni scorsi al registro degli indagati del governatore nell’inchiesta sulla Popolare Spoleto (notizia pubblicata dal Fatto Quotidiano), appare non meramente formale o rituale in un momento delicato. Va ricordato comunque che lo stesso giorno della diffusione della notizia sulla stampa, poi confermata dalla Procura, Mattarella aveva ricevuto Visco al Quirinale.

Non sono solo la crisi o le nuove regole europee sul capitale che pesano sul settore del credito ma anche “la caduta della fiducia nelle banche” per colpa degli scandali che “hanno, in alcuni casi, minato la convinzione che le stesse regole siano in grado di contenere comportamenti poco virtuosi di intermediari e di loro dirigenti”. Senza fiducia i mercati non funzionano e il sistema bancario, “in questa fase di transizione” non deve perdere di vista la sua ragion d’essere, il suo ruolo fondamentale, quello di assicurare una efficiente allocazione del credito al sistema economico e sociale”. “Una funzione centrale in tutte le economie – conclude Mattarella – un ruolo a cui le banche non possono sottrarsi. In particolar modo in questa fase, in cui si comincia a intravedere una ripresa economica. Un ruolo più attivo delle banche e del credito a sostegno dello sviluppo è ancora più rilevante in alcuni Paesi, come l’Italia, dove il contributo al sistema da parte del finanziamento bancario è assolutamente prevalente”.