Anche Dario Fo scende in piazza simbolicamente a Reggio Emilia per il Vittoria Park, il parcheggio delle polemiche in fase di costruzione che da oltre un anno è nel bersaglio di comitati e opposizioni in consiglio comunale. Il premio Nobel che nei giorni scorsi si era speso al fianco dei detrattori del progetto, in stallo da mesi nonostante i lavori cominciati da tempo, avrebbe dovuto prendere parte alla manifestazione organizzata sabato 3 ottobre per protestare contro l’opera, ma un abbassamento di voce lo ha costretto a rinunciare. Tuttavia la sua vicinanza, sottolineata da un cartello con la sua foto, era già stata testimoniata da un lungo intervento scritto in cui sosteneva, come i comitati, la poca chiarezza della costruzione in pieno centro città: “Qual è l’interesse pubblico? – scriveva Fo – La salute di tutte e tutti o un inutile e dannoso parcheggio per il profitto di pochi?”.

A puntare il dito contro l’opera, ideata e appaltata quando a Reggio Emilia sindaco era ancora il ministro Graziano Delrio, un centinaio di persone, che sabato 3 ottobre hanno chiesto delucidazioni in merito al progetto, alla società che ha in mano l’appalto e alle risorse utilizzate per realizzarlo. Presto, spiegano gli organizzatori, anche Fo manderà un video con un suo appello sul tema. “Ad oggi non abbiamo certezza sulla fine del cantiere – spiega Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, insieme al comitato No Vittoria Park – La cosa grave è che un’opera del genere, che non porterà benefici alla città, è stata voluta da un attuale ministro”.

I lavori per il Vittoria Park, affidati in project financing alla società Reggio Emilia Parcheggi, sono iniziati nel 2014, subito dopo le elezioni amministrative, ma dopo alcuni mesi sono arrivate le prime grane. Durante gli scavi sono stati trovati dei mosaici antichi che hanno imposto lo stop. Quindi il cantiere si è riempito d’acqua e non è mai stato svuotato, e ora il rischio, spiegano i comitati, è che le infiltrazioni danneggino anche la stabilità delle abitazioni circostanti. I dubbi maggiori però, oltre l’impatto della struttura sul centro abitato, che è già fornito di parcheggi, sono sui conti della società responsabile e sul suo ad Filippo Lodetti Alliata, che con i parcheggi ha fatto affari in tutta Italia. A sollevare la questione tempo fa erano stati i consiglieri Cinque stelle, che avevano analizzato i bilanci di Reggio Parcheggi Spa e di Final Spa, altra società di Lodetti Alliata che controlla la prima all’89 per cento. Dal bilancio 2014 di Reggio Parcheggi risulta un debito di 6,6 milioni di euro, aumentato dal 2013 di quasi due volte e mezzo, per 4,1 milioni. I debiti non sarebbero verso le banche, ma verso fornitori, con un aumento registrato del 65 per cento. E inoltre ci sarebbe anche un debito di 1,4 milioni di euro verso la controllante Final Spa, che al netto dei crediti per il servizio tesoreria comune sarebbe di 298.543 euro. “Ci chiediamo come si sia generato questo debito di 1,4 milioni di euro verso Final” attacca la consigliere M5S Alessandra Guatteri insieme al capogruppo della lista civica Magenta Cesare Bellentani, che sottolineano l’invito del Collegio sindacale, presente nella relazione del 2014, a “provvedere all’incasso dei crediti vantati nei confronti della controllante ai fini del corretto adempimento delle obbligazioni sociali nei confronti di fornitori ed erario”.

Secondo l’opposizione e i comitati, dietro al Park Vittoria non ci sarebbe solidità economica, e a dimostrarlo ci sarebbe anche il monitoraggio Cerved, una delle principali agenzie di rating in Europa, che a settembre 2015 segnala che per  Reggio Parcheggi “non esistono le premesse per la concessione di un fido” e per Final, sempre sulla base dei dati 2013, si parla di “fido certificato 53.000”. “Al momento – hanno aggiunto Guatteri e Bellentani – non sembrerebbe quindi possibile per la società alla quale gli ultimi due sindaci di Reggio Emilia  hanno affidato l’opera più importante e più impattante per la città, ottenere un ‘significativo’ finanziamento dalle banche”.

Quello che è certo è che i lavori sono bloccati da mesi e che la data di consegna del parcheggio interrato, prevista a inizio del 2016, sembra un obiettivo molto difficile da raggiungere. “Quest’opera è la dimostrazione che il project financing è un disastro – conclude Fantuzzi – perché non ci sono garanzie per il territorio e gli unici interessi che vengono fatti sono quelli delle società che li gestiscono”.