“Berlusconi non vuole le primarie? Non può mica decidere lui e noi a dire sì signore, se è un’esigenza di tutta la coalizione si deve adeguare”. Così Roberto Maroni, ospite ad Atreju, la manifestazione organizzata da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia alle officine Farneto di Roma, manda un messaggio a Forza Italia. “Se non siamo uniti a Milano perdiamo, questa è l’occasione per sfrattare Renzi. Il Ncd deve risolvere le sue contraddizioni interne, ma con noi in Lombardia governa”, dice. La Lega si candida alla leadership del centro-destra? “Salvini non aggrega tutti? Chi lo dice? Ha portato il partito dal 4% al 16%, non mi sembra che non riesca a creare consenso”, risponde il governatore della Lombardia. Ma ribadisce: “Il candidato premier si sceglie con le primarie. Chi è il migliore tra Salvini e Meloni? Facciamo decidere al nostro popolo”. Dello stesso avviso la stessa Meloni: “Il leader non si decide nelle cene ad Arcore o nei salotti dei partiti, lo stabilisce una sana e vera competizione”. Insomma, l’ostacolo al rilancio del centro-destra sembra proprio essere lui, Silvio Berlusconi. Per Renato Brunetta “la leadership è salda e forte” nelle mani dell’ex Cavaliere, “il centrodestra unito può vincere solo se si chiama Silvio Berlusconi”. “Abbiamo un leader azzoppato giuridicamente non politicamente, dopo la decisione di Strasburgo ritornerà in campo più forte che mai”, assicura. E se i dati dicono il contrario, a Brunetta non interessa, e attacca il direttore de il Fatto quotidiano Marco Travaglio. “Forza Italia è un partito di media classifica che arretra e perde voti”, ha detto di recente il collega di partito Francesco Giro. “Le primarie? Non c’è problema, le fanno gli elettori votando, dal 1994 ad oggi hanno sempre scelto Berlusconi, Renzi ha solo vinto delle primarie taroccate”. Insomma la strategia di Brunetta è questa: “Andare avanti così e aspettare che Renzi imploda. I traditori di Forza Italia? Roditori in fuga da una nave in difficoltà, il tempo dirà se hanno avuto ragione”