Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme al Comitato Opzione donna e altre sigle di coordinamento degli esodati, sono scesi in piazza sotto il ministero del Tesoro per chiedere tutele a favore dei 50mila lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione a seguito della riforma Fornero. Qualche giorno fa il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano ha definito “inaccettabile” che il Tesoro abbia incamerato i soldi del “fondo esodati” non ancora spesi. Annuncio che ha scatenato le proteste dei rappresentanti dei lavoratori. Una delegazione ha incontrato il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta per chiedere il reintegro delle risorse economiche nel fondo di salvaguardia. Nel frattempo Tesoro e ministero del Lavoro hanno fatto sapere con una nota congiunta che il governo sta studiando soluzioni alle situazioni di “disagio” che si sono create.

“Le risorse ci sono e vanno inserite oggi per completare la salvaguardia di tutti”, dice Vera Lamonica della segreteria generale Cgil, ricordando che sono 3 miliardi i risparmi dei precedenti stanziamenti per gli esodati. “Impropriamente il Mef ha distolto delle risorse dal fondo esodati creato dal Parlamento, questi soldi invece devono andare alle 50mila persone che a fine anno si troverebbero senza stipendio e senza pensione”, aggiunge il segretario nazionale della Cisl Maurizio Petriccioli . “Siamo qui per esigere il rispetto della certezza del diritto – spiega il segretario confederale della Uil Domenico Proietti – noi chiediamo che i soldi risparmiati dalle misure di salvaguardia precedenti siano destinati alla settima salvaguardia“. Al sit-in di fronte al ministero delle Finanze ha partecipato anche Matteo Salvini, leader della Lega Nord, che ha minacciato il governo Renzi: “Vi avverto è l’ultima volta che veniamo in pace, la prossima buttiamo giù il palazzo”.

Al nodo esodati si aggiunge quello di Opzione donna, la norma del 2004 che prevede la possibilità per le lavoratrici di andare in pensione a 57 anni di età e con 35 di contributi e il calcolo contributivo, se maturano i requisiti entro dicembre di quest’anno. E di cui Damiano e i sindacati chiedono la proroga. La norma “non viene applicata”, sostiene la coordinatrice del comitato Daniella Maroni. “Non ci prendiamo in giro vogliamo solo il rispetto della legge. Giù le mani da Opzione donna”.

“I gabinetti dei due ministeri – si legge nella nota dei dicasteri del Lavoro e dell’Economia – si sono confrontati nella giornata di ieri per valutare il problema dei lavoratori rimasti senza occupazione nel 2011, con scarse possibilità di ricollocamento sul mercato del lavoro e prossimi alla pensione senza però averne maturato i requisiti. Il ministro Padoan e il ministro Poletti stanno seguendo i lavori con l’obiettivo di dare una risposta”.