Dopo che nella notte Austria e Germania hanno aperto i loro confini per accogliere i pullman di migranti provenienti dall’Ungheria, un richiamo ai valori fondanti dell’Ue arriva dal Forum Ambrosetti di Cernobbio. Ed è firmato da Sergio Mattarella. “I migranti non sono un nostro nemico – ha spiegato il Presidente della Repubblica in videoconferenza – ma persone che scappano dalla guerra”. Di fronte all’intensificazione dei flussi migratori che arrivano nel continente sulla rotta orientale – quella che passa da Turchia e Grecia – l’agenda dell’Europa “sarà tanto più efficace quanto più saprà allontanarsi da una lista di emergenza”.

“La logica dell’emergenza produce diffidenza tra gli Stati membri e i cittadini europei”, ha aggiunto il capo dello Stato secondo cui “la sconfitta alla paura e la comunanza degli interessi devono tornare al centro della strategia continentale”. Mattarella ha sottolineato ancora che le crisi non dovono paralizzarci, l’Europa è stata fatta nelle crisi”. Per il presidente “l’azione dell’Europa oggi manca di efficacia“. Di qui il richiamo a rivedere le politiche sull’immigrazione: è “ancora lunga la strada di politiche comuni e risposte all’altezza della sfida dell’immigrazione. Lo spettro che compare è un’Europa delle paure, dei muri e dei veti – aggiunge – che insegue e così facendo alimenta i nazionalismi e populismi. Servono regole comuni sul diritto d’asilo per superare con regole nuove e condivise l’accordo di Dublino“.

Quelle dell’emergenza migranti, tra cui quella del piccolo Aylan (il bimbo di 3 anni di etnia curda originario di Kobane trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia), “sono immagini strazianti che confliggono con i valori dell’Europa, con la nostra stessa concezione di umanità – ha detto ancora Mattarella – chiusure illusorie smentiscono drammaticamente i valori della nostra civiltà”, ha proseguito facendo riferimento alle posizioni dei Paesi dell’est – in primis Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – in tema di accoglienza. E’ “un’illusione immaginare che sospendere le regole di Schengen possa garantire la sicurezza. Il tentativo di chiudere le frontiere si sta rivelando illusorio, di fronte alle dimensioni del fenomeno” delle migrazioni di persone.

Così come servono regole comuni in tema di immigrazione, secondo Mattarella anche in materia economica servono “istituzioni comuni“: l’euro “conteneva una promessa, l’integrazione politica”, per questo “occorre passare da regole comuni a istituzioni comuni. La crisi ha messo in luce l’incompletezza dell’Eurosistema, ma dobbiamo recuperare il tempo perduto”. Mattarella ha auspicato che si arrivi a una “maggiore integrazione, un governo più coinvolgente dell’area euro”, fino a “un organismo di segno comunitario”. Il presidente ha sottolineato che “è necessario che l’eurozona abbia anche un tavolo parlamentare su cui poggiare”.

Ungheria, polizia austriaca prevede 10mila arrivi
Nella notte i migranti rimasti bloccati per giorni in Ungheria sono stati fatti salire sui pullman noleggiati dal governo per portarli al confine con l’Austria, che insieme alla Germania ha detto che concederà loro l’ingresso nel paese. Il governo ungherese ha predisposto 100 bus e ha offerto il trasporto per i migranti in marcia a piedi verso il confine austriaco, che in tarda serata avevano raggiunto il 27° chilometro dell’autostrada per Vienna.

Altri sono stati presi alla stazione Keleti a Budapest. Il primo pullman è arrivato sul confine austriaco a Hegyeshalom dopo le 2 di notte. La polizia austriaca riferisce che gli autobus vengono fermati da parte ungherese e che i profughi devono attraversare il confine a piedi, nonostante la disponibilità austriaca a farli arrivare direttamente ai treni o ai campi di accoglienza. Le autorità di Vienna hanno fatto sapere di aspettarsi per oggi 10mila arrivi. Da parte sua, Hans Peter Doskozil, della polizia regionale, ha precisato che 4mila migranti hanno già attraversato il confine.