Sempre più persone decidono di trasferirsi nel Regno Unito. Ed è record di immigrati: sono cittadini provenienti dalla Ue ma anche italiani che, come dimostrano i dati, non sono mai stati così tanti. Secondo i numeri forniti dall’Ufficio nazionale di statistica (Ons), nell’ultimo anno fino a marzo in 330mila hanno scelto di trasferirsi in Gran Bretagna, 94mila in più rispetto al periodo precedente. Ed è stato aumento record per i nostri connazionali: 57.600 si sono registrati ai servizi di previdenza sociale, contro i 42mila del periodo precedente, segnando un aumento del 37%. Sempre secondo i dati dell’Ons, sono stati 269mila i cittadini arrivati dall’Ue che hanno scelto di vivere nel Regno Unito: un altro record storico. Fra i 94mila ingressi in più rispetto all’anno precedente, 56mila riguardano arrivi dall’Unione europea, mentre 39mila da Paesi extra-Ue.

Numeri che rappresentano un forte smacco per il premier britannico David Cameron, e che sono lontanissimi dal ‘target’ che aveva promesso. Il primo ministro conservatore aveva infatti garantito, anche con una certa ostinazione a fronte di una realtà ben diversa, una riduzione al di sotto dei 100mila ingressi l’anno.”I numeri sono molto deludenti”, ha detto James Brokenshire, sottosegretario dell’Interno con delega all’Immigrazione, secondo cui il governo sta già facendo molto per ridurre gli ingressi ma resta il bisogno di lavoratori specializzati da parte di molte aziende del Paese.

Si calcola infatti che il 61% di tutti gli immigrati che arrivano dall’Ue abbia già un lavoro sicuro che li aspetta in Uk. Nella classifica di chi si sposta per trovare una occupazione ci sono Romania, Polonia, Italia, Spagna, Bulgaria, India e Cina. Quindi non trovano conferma le accuse avanzate spesso dai conservatori che parlano di persone attratte dal sistema di benefit britannico.

Allo stesso modo la crisi migranti incide minimamente sui dati. Secondo l’Ons, infatti, ci sono stati 25.700 nuovi richiedenti asilo nei dodici mesi fino a giugno, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente, ma ben lontano dal record di 84mila raggiunto nel 2002. Nonostante questo il leader dell’euroscettico Ukip, Nigel Farage, è tornato a farsi sentire dopo la pausa estiva e ha definito la Gran Bretagna come un Paese “senza confini” e il governo nazionale del tutto “incapace” di risolvere la situazione.