L’aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione. I voti favorevoli sono stati 145, i contrari 97. Nessun astenuto. Renzi esulta su Twitter, dove scrive: “Un altro tassello: approvata la riforma Pa. Un abbraccio agli amici gufi”. Ma in realtà a determinare il risultato sono state decisive le opposizioni, che hanno garantito il numero legale di 150 voti “salvando” così la riforma. Se i contrari non avessero votato, non sarebbe passata. A seguito del tweet di Renzi interviene quindi il senatore di Forza Italia Francesco Giro: “Renzi attacca amici gufi, ma dovrebbe ringraziare Lega, FI e Movimento 5 Stelle”.

Ora il testo quadro, presentato in Parlamento oltre un anno fa e approvato dalla Camera lo scorso 17 luglio, deve essere tradotto in pratica con l’approvazione di una ventina di decreti attuativi. Il governo Renzi si è impegnato a vararli entro la fine dell’anno e i primi arriveranno in Consiglio dei ministri subito dopo la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Il ministro della pa, Marianna Madia, ha parlato di “due pacchetti” già in preparazione: uno con le misure antiburocrazia, un altro con gli interventi di spending review sulla macchina pubblica, a partire dalla razionalizzazione delle partecipate. Il riordino del pubblico impiego, con un nuovo testo unico, arriverà più avanti. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato via Twitter con il solito “abbraccio agli amici gufi”.

Le principali novità per i dipendenti pubblici riguardano la possibilità di essere licenziati come esito di un’azione disciplinare e il ruolo unico per i dirigenti, i cui incarichi saranno a tempo e che potranno essere licenziati o retrocessi se ricevono valutazione negativa sull’ultimo incarico ricoperto. Per le ex municipalizzate è prevista la possibilità di commissariamento se sono in rosso e la chiusura di quelle “inutili”.

Il ddl getta poi le basi per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza, con tutta probabilità i Carabinieri. Le funzioni e le risorse dedicate alla lotta agli incendi passeranno ai Vigili del fuoco.

Il testo è stato modificato su diversi punti durante il passaggio alla Camera: in particolare è stato abolito il voto minimo di laurea per l’accesso ai concorsi, è stata inasprita la stretta sui dirigenti ed è stato previsto che il Pubblico registro automobilistico passi sotto il ministero dei Trasporti in vista di un’unificazione con la motorizzazione civile. Il ministero gestirà il futuro libretto unico, documento che conterrà tutti i dati di proprietà e di circolazione dei veicoli.

In occasione del primo sì dell’Aula del Senato alla riforma della Pubblica Amministrazione, era il 30 aprile scorso, invece le opposizioni non parteciparono al voto finale (nessun contrario) con l’obiettivo di far saltare il numero legale, che però fu raggiunto, anche se per un solo voto. Allora le opposizioni raccontarono di voler far risaltare le poche presenza nell’Aula di palazzo Madama.