“Premesso che il nostro cliente non ha nulla da obiettare, mi ha incaricato di evidenziarvi come la struttura dove dovrebbero essere accolti i migranti sia in realtà un immobile dismesso e fatiscente, privo dei benché minimi requisiti igienico sanitari”. Gli avvocati di Gianroberto Casaleggio hanno scritto a Regione Piemonte, Asl e Prefettura di Torino per segnalare le condizioni della struttura alberghiera di Settimo Vittone (tra Ivrea e la Valle d’Aosta) dove il cofondatore M5S ha una casa per le vacanze e dove aveva avuto notizia sarebbero stati ospitati alcuni stranieri. A rispondergli, come riportato nei documenti pubblicati da Lo Spiffero, l’assessore all’Immigrazione Monica Cerutti che ha smentito la notizia: “Allo stato attuale”, si legge nella lettera, “non risulta alcun accordo fra gli enti pubblici territoriali e la proprietà della struttura alberghiera. I soggetti istituzionali da noi interpellati non erano a conoscenza della possibilità che deve aver turbato il suo assistito”.

Gli avvocati dell’imprenditore spiegavano alle istituzioni che Casaleggio chiedeva un controllo della struttura scelta per l’accoglienza: “In considerazione del senso di umanità“, scrivevano in data 15 giugno, “che debba comunque caratterizzare la gestione dell’attuale emergenza, invitiamo ciascuno dei destinatari a disporre i necessari controlli igienico sanitari oltre che amministrativi al fine di accertare e verificare che il suddetto immobile sia dotato dei requisiti minimi per l’accoglienza umanitaria di cui trattasi. E ciò a maggior ragione se si considera che sarà un costo economico per la comunità”. E su questo, l’assessore della giunta Pd di Sergio Chiamparino ha ribattuto: “Ci teniamo a tranquillizzare il suo assistito, rispetto al lavoro costante di monitoraggio e supporto agli abitanti, agli operatori sociali e agli amministratori pubblici, impegnati nella complessa gestione dell’accoglienza”.