Sui matrimoni omosessuali mancano le leggi, ma non il mercato. Così mentre la politica italiana indugia e resta immobile, le aziende corrono, e si organizzano per mettere le mani su un business in crescita, fatto di viaggi, catering, abiti, accessori e bomboniere. E per rispondere in questo modo alle esigenze delle coppie gay che vogliono convolare a nozze (e magari festeggiare in Italia). Dimostrazione è la nascita di Gay Bride Expo, il salone dedicato interamente ai matrimoni omosex, organizzato alla Fiera di Bologna il 10 e l’11 ottobre, nell’ambito della decima edizione di “Sì Sposa 2015”, la rassegna di prodotti e servizi per la cerimonia nuziale. È la prima fiera di questo tipo in Italia, segno concreto di come gli operatori del settore guardino alle unioni Lgbt come a una nuova opportunità, senza aspettare le mosse del governo o il riconoscimento giuridico.

Promossa da Bussolaeventi, con il patrocinio dell’Arcigay, l’esposizione vuole essere una vetrina per le aziende del settore del gay wedding, con una vasta area in cui i futuri coniugi potranno valutare soluzioni personalizzate per il giorno del sì. Un modo per fare incontrare domanda e offerta. I destinatari a cui si rivolgono gli organizzatori sono sia le coppie italiane che hanno scelto di unirsi all’estero ma che non vogliono rinunciare a una cerimonia in patria, sia le coppie straniere che, una volta sposate nel loro Paese, decidono di celebrare un rito simbolico in Italia.

Ci saranno quindi agenzie che organizzano tour ad hoc per le nozze fuori confine, magari in Spagna o a New York, atelier di moda per scegliere il vestito e gli accessori giusti, e wedding planner da ingaggiare per i festeggiamenti con gli amici e la famiglia. Ma non solo. In Italia l’argomento divide e rimane ancora molto delicato. Per questo in calendario è stata inserita anche una serie di eventi, con l’obiettivo è anche quello di promuovere il dialogo e il confronto sul tema. In programma seminari, mostre, incontri culturali e politici con le voci e le testimonianze dirette di coppie dello stesso sesso già con l’anello al dito.

“Nella maggioranza dei Paesi europei – commenta Flavio Romani, presidente di Arcigay, realtà che, chiamata da Bussolaeventi, ha subito dato il sostegno all’iniziativa – gay e lesbiche formano famiglie riconosciute dinanzi alla legge. In Italia, invece, da anni si attende invano questo traguardo. Siamo diventati un popolo di migranti d’amore, e molti di noi sono costretti a cercare altrove la felicità negata in patria”.

Ma, va avanti, “il matrimonio tra persone dello stesso sesso è una realtà anche in Italia, Gay Bride Expo ce ne dà la prova: esistono operatori commericiali che hanno deciso di rivolgersi alle coppie omosessuali per dar corpo ai loro sogni, e realtà che sostengono spose lesbiche e sposi gay nel loro viaggio verso la felicità”.