“Deve essere ricoverata“. “Vive nell’iperuranio“. Due registri linguistici diversi, un unica destinataria: Laura Boldrini. A margine del congresso della Lega Nord in corso a Milano, Matteo Salvini e Roberto Maroni aprono il fuoco incrociato sulla presidente della Camera, che venerdì, in occasione di una sua visita al centro di prima accoglienza della Stazione Centrale, aveva detto che sul fronte degli immigrati in Italia non c’è alcuna emergenza, spiegando che la vera emergenza è nei Paesi in guerra e nel Mediterraneo.

La Lega non perdona, né i migranti, né tanto meno chi sostiene che “che l’accoglienza è possibile, se non ci fosse chi mette benzina sul fuoco, creando ancora di più tensione e preoccupazione tra i cittadini quando le situazioni si possono gestire. Il vostro approccio condiviso con il quartiere è la chiave di volta di ogni situazione difficile”, come ha spiegato Laura Boldrini venerdì al Refettorio Ambrosiano, servizio organizzato nel capoluogo lombardo dalla Caritas Ambrosiana e dalla Diocesi di Milano per dare da mangiare a chi è in difficoltà. “In Italia non c’è spazio per tutti – la risposta del segretario leghista, arrivata a margine del Congresso del Movimento convocato per l’aggiornamento dello statuto – la Boldrini deve essere ricoverata”.

“La Boldrini vive nell’iperuranio – ha fatto eco il presidente della Regione Lombardia – vive in un mondo perfetto, dove tutto funziona benissimo e dove c’è solo amore. Noi viviamo in un mondo reale, dove ci sono persone e problemi, ma non gliene faccio una colpa”, ha chiosato ironico Maroni. Rivendicando una posizione di realismo della Lega e dei governatori del Nord che hanno chiesto di non accogliere più profughi, l’ex ministro dell’Interno ha sostenuto che “nel mondo reale ci sono problemi e persone”. Maroni ha infine ribadito, conversando coi giornalisti, di aspettare ancora una convocazione dei governatori a Palazzo Chigi per affrontare la questione accoglienza: “Mi aspetto che Renzi mantenga per una volta la parola e ci convochi al più presto, ci andrò e ho già pronti tutti i dossier”.

La risposta arriva a distanza di poche ore. “È mia abitudine non fare polemiche ma occuparmi delle questioni e collaborare alle soluzioni – ha detto la presidente della Camera a Firenze nel suo intervento in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – per il resto la polemica la fa chi non ha altro di cui occuparsi. Altri preferiscono invece gridare all’invasione, soffiare sul fuoco della xenofobia, senza mai proporre soluzioni realistiche“.

A Firenze la Boldrini è tornata sull’argomento accoglienza: “In Italia nei primi sei mesi dell’anno sono arrivati circa 60 mila migranti via mare, lo 0,1% della popolazione – ha detto la presidente della Camera – si parla di ‘invasione’ e di ‘esodo’ e sui nostri schermi televisivi scorrono le immagini di persone stipate su imbarcazioni di fortuna, ma l’incremento rispetto all’anno scorso è meno del 2%“.

“I muri non servono – ha detto ancora l’ex portavoce dell’Unhcr – se si chiude un accesso se ne apre un altro. Finché ci saranno persone costrette a fuggire dalla guerra si troverà sempre la strada per farlo”. L’esempio perfetto è quello della Grecia, dove “nel 2015 i migranti sono aumentati in maniera esponenziale, raggiungendo quasi le stesse cifre dell’Italia. E pensare che per bloccare gli arrivi proprio in Grecia, al confine con la Turchia nella regione di Evros, nel 2012 era stato costruito un muro lungo ben 12 chilometri. Un’ulteriore dimostrazione: i muri non servono”.